“Sicurezza 1″ Sicurezza lavoro: primo sì al Testo unico

19/11/2004

    venerdì 19 novembre 2004


    sezione: NORME E TRIBUTI – pag: 25
    OLTRE LA «626» Il Governo ha approvato ieri in via preliminare il maxi-decreto legislativo che rivisita la disciplina del 1994
    Sicurezza lavoro, primo sì al Testo unico
    Sindacati: «Trascurate le nostre indicazioni» Sacconi: «Adesso si apre la vera negoziazione»

    MARCELLO FRISONE

    ROMA • Atteso da un anno e mezzo, il Testo unico per la sicurezza e la salute sul lavoro incassa il primo «sì». Ieri, infatti, il Consiglio dei ministri ha varato in via preliminare il maxi-schema di decreto legislativo (187 articoli, 13 titoli e 16 allegati) annunciato dal Welfare nell’aprile del 2003 e che andrà a "rivisitare" il decreto legislativo 626/94 a dieci anni dalla sua emanazione (il 19 settembre 1994).
    Sul provvedimento, che ha tra l’altro l’obiettivo di mettere "ordine" all’«eccesso di regolamentazione legislativa» dovuta dal recepimento di numerose direttive comunitarie, non è mancata la protesta "congiunta" dei tre maggiori sindacati secondo i quali il testo licenziato rappresenta «una riduzione delle tutele per i lavoratori e un incentivo agli imprenditori senza scrupoli».


    Il Testo unico. Molti gli argomenti trattati dallo schema di decreto legislativo (si veda anche l’articolo sotto). Sarà estesa la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro a settori pubblici e privati e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto stipulato con datore di lavoro o committente. Le tutele, quindi, saranno estese anche per collaboratori, lavoratori a termine e in "affitto", stagisti e telelavoratori subordinati. Restano, invece, esclusi lavoratori domestici, badanti, addetti all’insegnamento privato supplementare e i settori delle cave e dei marittimi.

    Misure ad hoc, inoltre, sono previste per le imprese artigiane e per quelle agricole, forestali e zootecniche. Il Testo unico sarà a "misura" delle Pmi nel senso che l’attuale decreto legislativo 626/94 si adatta meglio alle aziende di grandi dimensioni a causa degli alti costi per l’adempimento delle disposizioni previste in materia di sicurezza. Per il lavoratore indipendente e l’impresa familiare saranno previste, per esempio, disposizioni di protezione individuale e una periodica sorveglianza medica.


    Le proteste. Secondo Cgil, Cisl e Uil il Testo unico, tra l’altro, prevede «un’ampia riduzione di obblighi ai fini della prevenzione, con conseguente deresponsabilizzazione dei datori di lavoro e drastica riduzione della tutela dei lavoratori».

    I sindacati sottolineano come siano stati «trascurati gli orientamenti espressi dalle parti sociali nel loro insieme» e ritenendo il progetto del Governo fortemente lesivo dei diritti dei lavoratori «si impegnano sin d’ora ad adire a tutte le vie possibili, nazionali ed europee, affinché si giunga a una normativa in grado di garantire davvero la tutela di tutti i lavoratori». Esprimeranno — si legge ancora nella nota congiunta — «la sollecitazione più forte al Parlamento e alle Regioni, perché pronuncino sul progetto un parere assolutamente negativo, apportando tutte le indispensabili correzioni».


    Sul varo del Testo unico si sono espressi polemicamente anche il Consiglio nazionale dei chimici («non siamo stati ascoltati — ha detto il presidente Armando Zingales — nonostante una precedente richiesta») e l’Anmil («troppe semplificazioni negli adempimenti delle imprese e poca attenzione ai rischi nelle aziende più piccole» ha criticato Pietro Mercandelli, presidente dell’Associazione nazionale mutilati invalidi lavoro).


    La posizione del Welfare. «L’opposizione dei sindacati al Testo Unico appena varato è ideologica. Comunque, si apre adesso la vera e propria negoziazione che riguarda tanto le Regioni quanto le parti sociali». È questa la critica ma anche l’apertura del sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, che sottolinea come sia evidente «che questa negoziazione non poteva svolgersi in modo compiuto fino a quando non vi fosse stato il concerto dei molti ministeri interessati».

    Il sottosegretario ricorda inoltre ai sindacati che «il tavolo si è già aperto e riunito una volta» e si attendeva il varo del Testo unico da parte dell’Esecutivo. «Adesso — ribadisce Sacconi — il Governo è aperto al massimo per il negoziato con le parti sociali e con le Regioni».


    Sulle sanzioni, infine, Sacconi precisa che solo per alcune «limitatissime discipline tecniche obsolete, e solo per violazioni limitate, si individua un percorso che assegna ai servizi ispettivi il cosiddetto potere dispositivo che, ove non adempiuto, darebbe luogo ad ancor più forti sanzioni penali. Rimane in piedi, quindi, l’attuale apparato sanzionatorio previsto dal 626».