“Sicurezza 1″ Meno regole ma per tutti

26/10/2004


             
             
             
             
            Numero 256, pag. 35
            del 26/10/2004
            Sicurezza, meno regole ma per tutti  
            ItaliaOggi anticipa i contenuti dello schema di Testo unico.
            Domani la consultazione delle parti.
            Buone prassi al posto di norme tecniche. E tutele per gli atipici
            di Teresa Pittelli
            Meno regole ma per tutti. In nome della semplificazione e della deregulation tutta la normativa di carattere tecnico sulla sicurezza del lavoro sarà sostituita da ´buone prassi’ e dai ´principi generali di sicurezza europei’, mentre scompariranno molti obblighi posti finora in capo al datore di lavoro come la redazione del documento di valutazione dei rischi secondo criteri formali. In compenso, le tutele saranno parzialmente estese a tutti i lavoratori, autonomi, flessibili o componenti di un’impresa familiare, a prescindere dal tipo di contratto che hanno con il datore di lavoro o committente. Sono queste alcune delle novità del Testo unico sulla sicurezza che il governo porterà con tutta probabilità al consiglio dei ministri di giovedì (ma la decisione sarà presa nel pre-consiglio di oggi, in base all’iter del testo del disegno di legge che è ora all’esame dei diversi ministeri interessati) e che ItaliaOggi è in grado di anticipare. Domani, intanto, ci sarà una consultazione informale con i sindacati e le organizzazioni dei datori.

            Il ddl, composto da ben 187 articoli, punta al riordino delle disposizioni, assicurando l’applicazione sull’intero territorio della disciplina dei diritti, degli obblighi e dei livelli essenziali delle prestazioni, nel rispetto del nuovo assetto federalista dello stato. Da una strategia ´per regole’, spiega la relazione tecnica, bisognerà passare a una ´per obiettivi’.

            *Tutele anche agli atipici. Tra le più importanti novità della nuova disciplina c’è l’ampliamento del campo di applicazione delle norme sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ai lavoratori autonomi e ai componenti dell’impresa familiare, oltre che a coloro che saranno impiegati con i nuovi contratti flessibili previsti dal dlgs 276/03 di riforma del lavoro. L’art. 3 enuncia infatti il principio secondo il quale il ddl si applica ´a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto stipulato con il datore di lavoro o con il committente’. La scelta del ddl, però, non è di estendere tout court agli atipici le tutele dei subordinati, ma solo di ´modularle’. Ai lavoratori autonomi sarà infatti imposto unicamente di utilizzare dispositivi di protezione individuale (dpi) e di sottoporsi a sorveglianza sanitaria.

            Lo stesso vale per i componenti dell’impresa familiare, anche perché obblighi stringenti sarebbero in questo caso, secondo la relazione tecnica che cita alcune pronunce della Consulta, ´incompatibili con il vincolo affettivo che lega tra loro i componenti dell’impresa’.

            Esclusi dalle tutele i lavoratori domestici e coloro che svolgono collaborazione domestica saltuaria come baby sitter e badanti.

            *Computo dei lavoratori. Altra novità è il computo dei lavoratori con riferimento alla soglia al di sotto della quale è consentito al datore di lavoro lo svolgimento diretto degli obblighi, a quella che impone in azienda il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, a quella che consente la certificazione da parte degli organismi bilaterali. In pratica, per diversificare le piccole realtà dalle grandi aziende, il ddl preferisce non computare (o considerare solo in base alle ore effettivamente trascorse in azienda) i lavoratori ´atipici’, da quelli in prova ai co.co.co e progettisti, fino ai lavoratori part-time.

            *Valutazione del rischio. Cambiano le regole sul documento di valutazione del rischio: se prima la sua redazione era legata a precisi criteri formali, ora sarà rimessa alla piena discrezionalità del datore di lavoro, purché sia ´completo’. Per le aziende sotto i 50 dipendenti, poi, se ne prevede una funzione semplificata, dietro indicazione degli organismi bilaterali. Infine, le indicazioni contenute nel documento, in caso di inadempimento, non costituiranno prova ai fini dell’applicazione di sanzioni penali o amministrative.

            *Buone prassi, bilateralità, deregulation. Tutte le prescrizioni di carattere tecnico relative ad attrezzature di lavoro, impianti, macchine ecc. saranno ricondotte in un ambito di buona tecnica o di rispetto dei principi generali di sicurezza europei. Uno smantellamento della normativa, risalente in gran parte agli anni 50, che secondo la relazione al decreto ´innalzerà gli standard di sicurezza, finora in gran parte legati a una normativa obsoleta’. Fondamentale, nel processo di passaggio ´da una strategia fatta da regole a una fatta da obiettivi’, è la bilateralità quale fattore di controllo sociale, definita dalla relazione ´norma manifesto’ del Testo unico.

            * Le reazioni. L’associazione Ambiente e lavoro ´apprezza lo sforzo di coordinamento di norme emanate in oltre 50 anni’. Quanto al merito, invece, ´molti contenuti lasciano fortemente perplessi e sono destinati a sollevare inevitabili opposizioni’. Tra questi, le modifiche del documento di valutazione dei rischi, rimesso alla discrezionalità del datore di lavoro; il non computo di una serie di tipologie di lavoratori tra cui anche gli allievi di scuole ove si faccia uso di attrezzature o sostanze pericolose, i volontari, o i lavoratori in prova. E ancora, la modifica alle misure generali di sicurezza e alla formazione, che diventa ´commisurata’ anziché ´sufficiente e adeguata’. (riproduzione riservata)