Sicilia orientale a caccia dei turisti «spariti»

25/11/2002

1- Sicilia orientale a caccia dei turisti «spariti»
2- Nel settore turistico 2 mila posti a rischio

23 novembre 2002
sicilia cronache
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Sicilia orientale a caccia dei turisti «spariti»
Assessore, albergatori e sindacati insieme per fronteggiare l’emergenza



            PALERMO – Calo di turisti nella Sicilia orientale. Per fare il punto della situazione l’assessore regionale al Turismo, Francesco Cascio, ha incontrato ieri il presidente dell’Uras, Unione regionale albergatori, Sebastiano De Luca, e i rappresentanti dei sindacati regionali di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Al centro della riunione, la situazione appunto del turismo nella Sicilia orientale, sempre più penalizzato dal susseguirsi di eruzioni, pioggia di cenere e sismi nella zona dell’Etna.
            «L’Unione regionale albergatori – ha affermato De Luca – è pronta ad offrire il suo pieno appoggio e la sua esperienza per fronteggiare il momento di grave crisi del turismo della fascia ionica, causato dalle recenti emergenze ambientali. L’obiettivo, è quello di mettere subito in campo una campagna di comunicazione mirata con iniziative concrete che possano ridare al turismo siciliano un’immagine positiva e competitiva all’estero».
            Le preoccupazioni dell’Uras e dei sindacati, che in un documento parlano di diminuizioni di presenze dell’ 80 %, si basano soprattutto sul grave disagio causato ai turisti che in questi giorni, per la cenere, si sono visti dirottare su altri scali per la temporanea chiusura dell’ aeroporto catanese di Fontanarossa.
            Nel pacchetto di richieste che è stato illustrato all’assessore Cascio figura oltre alla dotazioni di mezzi speciali spala-cenere, anche l’ipotesi di istituire nel medio periodo una seconda pista per l’aeroporto di Catania, oltre ad un piano di formazione rivolto al personale delle strutture alberghiere siciliane durante la bassa stagione con l’utilizzo del Fondo sociale europeo.
            «Siamo già presenti sui media nazionali più importanti con la nuova campagna di comunicazione affidata alla «Saatchi e Saatchi» – ha risposto l’assessore Cascio – con immagini solari, rassicuranti che propongono anche l’Etna come meta turistica di grande interesse paesaggistico. Con la campagna dei prossimi mesi, sui media sarà rafforzato il messaggio di una Sicilia meta tranquilla, nonostante le emergenze ambientali imprevedibili che, comunque, non toccano certo solo la nostra isola».
            Sul fronte dell’utilizzo dei fondi Pit per il turismo, inoltre, Cascio ha annunciato la proroga dei termini di presentazione delle istanze che slittano così alla prima decade di gennaio, fermo restando che il meccanismo della premialità consentirà di recuperare altri fondi a beneficio delle imprese del settore. E’ stato inoltre stabilito di recepire dal ministero delle Attività Produttive la disposizione che modifica le modalità del contributo privato del 25 % previsto dalla misura 4.19, che dunque non sarà più da versare come quota di anticipazione dell’intervento.
            A. A.


23 novembre 2002
messina
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I sindacati hanno lanciato l’allarme
Nel settore turistico 2 mila posti a rischio
Dopo l’eruzione dell’Etna
          La crisi occupazionale, in Sicilia, non è solo targata Fiat. A rischio ci sono oltre 4mila posti nel settore dei servizi. L’allarme viene lanciato dalla Fisascat/Cisl. «Ogni giorno – afferma Renato Calì, segretario regionale – ci scontriamo con tante altre Termini Imerese, delle quali però nessuno parla». La crisi coinvolge 1.600 Lsu impegnati nella pulizia delle scuole dell’isola (circa 300 sono in provincia di Messina); 450, poi, sono i dipendenti della «Conad-Girasole» di cui 250 a Messina; infine per rendere più pesante il quadro, dopo l’eruzione dell’Etna, la crisi si è allargata al settore turistico. Infatti, sono oltre 2mila addetti del settore, soprattutto nel quadrilatero Taormina-Giardini-Letojanni-S. Alessio, che rischiano, viste le numerose disdette, di restare senza lavoro. Ma a rischio ci sono anche i 32 posti dell’asilo ex «Iai».
          «Il problema – continua Calì – è che dobbiamo fare i conti con una politica disastrosa del Governo regionale e degli amministratori. Un esempio per tutti: a parole i dipendenti della “Conad-Girasole” hanno ricevuto molti attestati di solidarietà. Ma quando abbiamo chiesto un contributo per affittare i pullman necessari per andare a Roma lo scorso 7 novembre, si sono defilati tutti». La situazione è critica: per il 27 novembre è prevista una manifestazione di tutti gli Lsu impegnati nelle scuole. In Sicilia, gli interessati si daranno appuntamento a Palermo per protestare davanti alla sede del Provveditorato regionale. Per quanto riguarda i lavoratori del settore turistico, i sindacati stanno pensando alla possibilità di creare una forma di collaborazione con gli assessorati regionali al Lavoro e al Turismo, per creare corsi di riqualificazione con i fondi Fse.
          Nino Scimone