Sicilia a caccia di alberghi

15/01/2002

Il Sole 24 ORE.com






    Oggi all’esame della Giunta il piano-coste – Cuffaro: «Così si rilancia il turismo»

    Sicilia a caccia di alberghi
    Nuovi edifici oltre i 150 metri dal mare ma «strutture di servizio» sulla battigia
    PALERMO – In nome del turismo, e quindi dello sviluppo, la Giunta della Regione siciliana oggi esamina il disegno di legge sul riordino delle coste. «Abbiamo una forte richiesta da parte del settore turistico che non siamo in grado di soddisfare perchè la Sicilia dispone di soli 70mila posti letto – dichiara il presidente della Regione, Totò Cuffaro – ma abbiamo previsto che i nuovi insediamenti alberghieri sulle coste dovranno rispettare la distanza dei 150 metri dalla battigia». Gli ambientalisti non sono convinti. Il disegno di legge messo a punto dall’assessorato regionale al Territorio, dicono, «rischia di pregiudicare per sempre la possibilità di uno sviluppo sostenibile in Sicilia». L’assessore al Turismo tace, quello ai Beni culturali si oppone strenuamente. Rispetto alla prima versione, il testo è stato "edulcorato": i nuovi alberghi avrebbero dovuto sorgere entro 150 metri dal mare, adesso sono stati "respinti" nelle retrovie, ma nella prima fascia potranno utilizzare "strutture di servizio" (piscine, chioschi-bar, campi da tennis? lo stabilirà il futuro Piano regionale per l’utilizzo delle coste). La funzione dei grandi alberghi sarebbe quindi positiva: libererebbero le spiagge dalle brutte costruzioni abusive accumulate negli anni, per rimpiazzarle con ordinate e gradevoli strutture destinate ad allietare le vacanze. Almeno ne è convinto Umberto Di Cristina, ordinario di Urbanistica alla Facoltà di Ingegneria di Palermo, il consulente che ha contributo non poco alla stesura della legge. «Le coste saranno preservate, nei punti in cui esistono motivazioni paesaggistiche e culturali – spiega Di Cristina – I grandi gruppi internazionali che intendono insediarsi qui potranno invece impiegare al meglio le loro risorse, riordinando anche le aree tra l’hotel e il mare, dove è pieno di costruzioni abusive». Secondo i dati dell’assessorato al Territorio, sarebbero circa 15mila gli immobili interessati al riordino delle coste. Ma sulla Sicilia non si sta riversando una così straordinaria massa di investimenti da garantire il "rimpiazzo" del disordinato abusivismo con ordinate strutture per il tempo libero. I progetti di espansione alberghiera ci sono, ma allo stato attuale restano piuttosto esigui. Tuttavia è vero che per sviluppare il turismo da qualche parte bisogna incominciare, come sottolinea il consulente di Cuffaro, ma è anche vero che il trasporto aereo è costosissimo, i collegamenti stradali e ferroviari sono scarsi, le strutture alberghiere esistenti sono spesso di bassa qualità, la formazione del personale è quella che è. Morale, nella programmazione dei grandi tour operator internazionali la Sicilia conta poco o nulla. Non a caso l’aeroporto di Palma di Maiorca movimenta più passeggeri di tutti quelli del Mezzogiorno messi insieme. Allora, la Sicilia ha davvero bisogno di alberghi? «C’è bisogno di alberghi di qualità – sottolinea Pietro Franza della Framon Hotels di Messina, tra i primi gruppi alberghieri italiani con 22 strutture, 15 delle quali in Sicilia – e il mare è importante, la prima cosa che ci chiedono i tour operator è la distanza dal mare». «Senza eco-mostri, però, perché la regione ha già subìto abbastanza dalla cementificazione selvaggia», aggiunge. Secondo l’elaborazione della Mercury, società fiorentina specializzata nel settore, la percentuale di utilizzo medio lordo degli alberghi (cioè sul totale dei letti) è effettivamente superiore sia alla media del Mezzogiorno che a quella italiana. Ma considerando (si veda la tabella) l’utilizzo netto, cioè i giorni di apertura effettiva, la percentuale siciliana passa al 41,8%, in linea con il resto d’Italia, di poco superiore alla media del Sud, ma ben 7 punti più in basso della Campania. Come dire, se c’è bisogno di alberghi, facciamoli prima a Napoli e dintorni. Quello che manca davvero sono i campeggi: sempre i dati Mercury evidenziano infatti che sommando i posti letto di alberghi e campeggi in rapporto agli abitanti, la Sicilia ha la densità più bassa del Paese, meno della metà della media italiana.
    Martino Cavalli
    Martedí 15 Gennaio 2002
 
|