Sibilla Aleramo

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Chi era
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta “Rina” (Alessandria 1876 – Roma 1960), è stata una scrittrice e poetessa italiana. Antifascista nel 1925, qualche anno più tardi diviene convinta sostenitrice del regime. Al termine della guerra si iscrive al PCI e diventa una tra più fervide attiviste del femminismo postbellico. Muore a Roma a 83 anni, dopo una lunga malattia. È sepolta nella capitale, presso il cimitero del Verano.

La ricordiamo
Rina Faccio trova sfogo e conforto nella scrittura dopo una giovinezza travagliata, data in moglie all’uomo che la violentò giovanissima e da cui ebbe un figlio. Il suo impegno femminista andò oltre la scrittura concretizzandosi nel tentativo di costituire sezioni del movimento delle donne e nella partecipazione a manifestazioni per il diritto di voto e per la lotta contro la prostituzione. Nel 1906 pubblica il suo romanzo più celebre, “Una donna”, nel quale narra le vicende della sua stessa vita, e che diventerà presto il manifesto del diritto delle donne ad essere libere e consapevoli, contro l’ideologia del tempo che le avrebbe volute invece dedite unicamente (e con sacrificio) al marito, alla casa, alla famiglia. Pubblica con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, che diventerà il suo nome anche nella vita privata. Ebbe una vita sentimentale travagliata; tra i suoi compagni anche il poeta Dino Campana.

Frasi celebri
«Accettando l’unione con un essere che m’aveva oppressa e gettata a terra, piccola e senza difesa, avevo creduto di ubbidire alla natura, al mio destino di donna che m’imponesse di riconoscere la mia impotenza a camminar sola.»
«Un fatto di cronaca mi portò un giorno a scrivere un articoletto e a mandarlo a un giornale di Roma che lo pubblicò. Era in quello la parola femminismo, e quella parola, dal suono così aspro mi indicò un ideale nuovo, che io cominciavo ad amare come qualcosa migliore di me.»

Approfondimenti
Un viaggio chiamato amore, film di Michele Placido (2002) in cui si racconta la tormentata storia d’amore tra la scrittrice e il poeta Dino Campana, attraverso le loro lettere.