Sib, spiagge deserte in Calabria

09/09/2005
    venerdì 9 settembre 2005

    pagina 18 Turismo

      Sib, spiagge deserte in Calabria

        Presenze a -40%.

          La stagione balneare 2005 in Calabria si è rivelata un vero disastro, da giugno ad agosto il calo di presenze in alcuni tratti di spiaggia è arrivato a sfiorare il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, peggiore risultato in Italia’: lo dichiara Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sib (Sindacato italiano balneari) aderente a Fipe-Confcommercio.

          ´Le cause che conferiscono alla Calabria questo primato negativo rispetto alle altre regioni italiane’, continua Borgo, ´sono da attribuire a una generale crisi economica, alle sfavorevoli condizioni atmosferiche, ma, soprattutto, alla qualità delle acque, che ha costretto diversi sindaci a emettere ordinanze che vietavano la balneazione. Per arrivare a una soluzione definitiva del problema che coinvolge non solo il settore balneare’, dice Borgo, ´ma tutto il comparto turistico della Calabria, il nostro sindacato intende concertare al più presto con i vertici dell’ente regione Calabria e gli assessori regionali che hanno competenze specifiche sull’ambiente l’immediata attivazione di tutte quelle procedure in grado di riportare le acque di balneazione ioniche e tirreniche a quella trasparenza e cristallinità per le quali sono famose nel mondo; è impensabile, infatti’, continua Borgo, ´dover affrontare un’altra stagione estiva nelle medesime condizioni, anche perché il permanere dell’attuale situazione ecologica comporterebbe la crisi del settore delle imprese balneari che animano le coste calabresi e, conseguentemente, la perdita di molti posti di lavoro’.

            In quest’ottica il Sib auspica che l’amministrazione regionale convochi al più presto un incontro tra tutti coloro che possono intervenire per raggiungere questo risultato con la partecipazione del sindacato di categoria. Resta prioritario l’obiettivo di adeguare i depuratori presenti sul territorio affinché siano in grado di operare correttamente anche durante i mesi estivi, quando la popolazione residente si decuplica, di effettuare controlli e le opportune bonifiche, quando necessarie, dei numerosi corsi d’acqua prima che si riversino in mare.

              ´Il turismo balneare’, conclude Borgo, ´costituisce per la Calabria una risorsa unica e irrinunciabile che va valorizzata e tutelata con tutti i mezzi a disposizione; gli imprenditori balneari fanno la loro parte e si augurano che anche le amministrazioni collaborino fattivamente nello svolgimento di quei compiti specifici alle quali sono preposte per garantire da subito un salto di qualità nella stagione 2006′.