Si vota l’innalzamento dell’età pensionabile

11/05/2004


          martedì 11 maggio 2004
          previdenza
          Si vota l’innalzamento
          dell’età pensionabile
          MILANO Rush finale per la controriforma Maroni delle pensioni. Oggi in aula al Senato prendono il via le votazioni. Secondo quanto previsto dalla conferenza dei capigruppo, l’assemblea dovrebbe essere chiamata al voto finale nel primo pomeriggio di domani.

          All’esame di Palazzo Madama, i circa 570 emendamenti al disegno di legge delega presentati in questi mesi. I senatori ripartiranno dal testo licenziato in commissione Lavoro con qualche cambiamento, compreso quello deciso nel corso del vertice di martedì scorso che attribui sce solo alle donne la possibilità di andare in pensione con il cosiddetto «terzo canale», cioè a 57 anni di età e 35 anni di contributi, ma con la penalizzazione del calcolo della rendita attuato interamente con il metodo contributivo. Inoltre, rispetto al testo uscito dalla commissione verrà introdotto il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro che salirà dal 3%previsto nell’ultima Finanziaria
          al 4% e sarà destinato al reddito di ultima istanza.

          Il testo licenziato dalla commissione lavoro il 27 aprile prevede che dal primo gennaio 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 60 anni (61 per gli autonomi) e 35 anni di contributi, oppure con 40 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. L’età sale a 61 anni dal 2010, mentre dopo la verifica del 2013 si vedrà se portarla a 63 anni. Vengono inoltre dimezzate, passando da quattro, a due le finestre annuali per accedere alla pensione di anzianità.

          È poi previsto il bonus per chi raggiunge i requisiti per la pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2007 e decide di restare al lavoro: se la norma non verrà modificata, si vedrà versare interamente in busta paga ed esentasse i contributi previdenziali destinati all’Inps, cioè il 32,7%. Sono previsti incentivi anche per chi sceglie di continuare a lavorare part time. Inoltre, chi entro il 31 dicembre 2007 avrà maturato i requisiti per l’anzianità potrà chiedere all’ente previdenziale di appartenenza un certificato che attesterà i diritti acquisiti e, dunque, la possibilità di andare in pensione in qualsiasi momento,
          indipendentemente da ogni modifica della normativa successiva alla certificazione. Per la destinazione del tfr il lavoratore avrà sei mesi di tempo dall’entrata in vigore dei decreti attuativi per decidere se conferire il suo tfr alla previdenza complementare. Al termine, attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, se non perverrà alcuna comunicazione, il tfr maturando andrà destinato ad una forma di previdenza integrativa.