Si torna in piazza

26/07/2010

La CGIL torna in piazza, il 29 settembre, con una grande manifestazione nazionale contro la manovra economica del governo che non risolve nessuno dei problemi che la crisi sta provocando al sistema produttivo e all’occupazione. Dopo lo sciopero generale di giugno, decine di categorie si stanno mobilitando, dalla sanità ai trasporti, dalle forze di sicurezza (a cominciare dalla Polizia) ai dipendenti pubblici, dagli operai e gli impiegati delle aziende in crisi ai pensionati ed a coloro
che in pensione ci dovrebbero andare nei prossimi mesi. Ed ora la decisione di una manifestazione a Roma, in raccordo con le iniziative decise dalla Ces, la confederazione europea dei sindacati. Guglielmo Epifani, leader della CGIL, lo ha ribadito nei giorni scorsi: “Tremonti – ha detto – ignora gli aspetti che rendono la manovra diversa dai provvedimenti anticrisi che altri paesi europei hanno deciso, anche pesanti, ma quella del governo italiano è iniqua e disegna un profilo depressivo sull’economia. È iniqua perché i costi del risanamento sono solo a carico di un a parte del paese, quella più debole, quella rappresentata dal lavoro dipendente e dai redditi più bassi che finiscono per pagare anche per i ceti più abbienti”. Inoltre, “non è toccata dai sacrifici la fascia di più alto reddito del paese, non viene chiesto niente alle rendite, ai patrimoni, alle imprese”. Epifani ha inoltre criticato la mancanza di strategia della manovra che “non prevede nessuno stimolo per la ripresa dell’economia, nessun incentivo per i redditi e i consumi”. In questo quadro – ha rilevato Epifani – “Cisl e Uil continuano a non esserci: manca un’idea di autonomia, sembrano muoversi in funzione delle scelte del governo e delle imprese. Per esempio, come è possibile che sia diventata accettabile una riforma delle pensioni per fare cassa, per risparmiare? E come può il segretario della Cisl essere contento per la parziale reintroduzione degli scatti automatici di anzianità nella scuola, rinunciando all’autonomia contrattuale? E, a proposito dei licenziamenti fatti dalla Fiat, come può un dirigente sindacale ironizzare e dire che ci si può appellare alla magistratura?”. Secondo Epifani, è in atto una “perdita di autonomia” e questo spiega “perché si debba ricorrere alle bugie e continuare a sostenere che in Europa scioperano solo tre sindacati ‘comunisti’. Non è vero: in tutta Europa sigle sindacali di diverso orientamenti stannopreparando scioperi o manifestazione contro gli interventi dei governi, fino alla mobilitazione generale del 29 settembre”.