Si spacca la Cosa rossa: «Manifestazione a rischio»

13/09/2007
    giovedì 13 settembre 2007

    Pagina 6 – Economia

      IL RETROSCENA

      Pecoraro e parte di Sinistra democratica all´attacco di Fiom e Rifondazione: atteggiamento suicida

        Si spacca anche la Cosa rossa
        "Manifestazione a rischio"

          Ma Salvi (sempre Sd) difende Rinaldini e compagni: aggressione scandalosa

            GOFFREDO DE MARCHIS

            ROMA – «Diciamolo chiaramente: se la manifestazione del 20 ottobre spacca il movimento dei lavoratori, è contro il governo, divide anziché unire, noi ce ne stiamo casa. Ci vada qualcun altro». Il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio fa capire che gli effetti del no della Fiom sul protocollo Welfare spacca la Cgil, ma anche la Cosa rossa, il laboratorio della sinistra unita alla quale hanno lavorato in questi mesi Rifondazione, i Verdi, il Pdci e gli ex diessini di Fabio Mussi. La manifestazione del 20 ottobre doveva essere il pilastro del nuovo soggetto, la risposta alla primarie del Partito democratico, quasi l´atto di nascita della "Sinistra". Ma oggi la piattaforma comune, che dovrebbe unire i quattro partiti, le associazioni, la Cgil e la Fiom, è sempre più in alto mare.

            Sinistra democratica, il gruppo dei dissidenti diessini, conferma, anzi rilancia tutte le sue perplessità, dopo che nei giorni scorsi si era aperto lo spiraglio di un´intesa. Dice Carlo Leoni, vicepresidente della Camera: «Il problema resta in piedi. Del resto alla base del nostro movimento c´è il rapporto con tutta, ripeto tutta, la Cgil. È scritto nel nostro statuto». Gli uomini di Mussi non mollano Epifani e non mollano il governo. Ma la scelta della Fiom non spacca solo il nascente soggetto unitario, s´infila anche nelle divisioni all´interno degli stessi partiti. L´altro dirigente di Sd, Cesare Salvi, infatti non ha alcuna intenzione di rompere con i metalmeccanici e di seguire la linea indicata dalla maggioranza della Cgil. «Trovo stupefacente, direi scandalosa l´aggressione nei confronti della Fiom. Mandare a quel paese i metalmeccanici non fa bene al Paese e non fa bene all´unità a sinistra. E se il sindacato confederale entra in crisi ricordiamoci che ci sono i Cobas, gli autonomi. Stiamo attenti, perciò». Anche nei Verdi la posizione di Pecoraro Scanio e quella del sottosegretario all´Economia Paolo Cento non coincidono. «Per essere sinceri- dice il ministro dell´Ambiente – tutto il partito ha accolto la proposta di Cento: votare in Parlamento sul welfare rispettando il referendum dei lavoratori. Ecco questa è la nostra posizione». Cento però avverte: «Guai a sottovalutare il dissenso della Fiom». Pecoraro è meno "comprensivo": «Se l´intenzione, alla fine, è quella di far cadere il governo, trovo l´atteggiamento dei metalmeccanici ben strano, direi quasi suicida. E non può certo diventare la parola d´ordine dell´iniziativa del 20 ottobre: perché mandare a casa Prodi significa mantenere lo scalone».

            La sinistra radicale trova un punto di equilibrio nella richiesta di modifiche al pacchetto lavoro, salvando la riforma delle pensioni. Sono emendamenti che non dividono la Cosa rossa e che anzi oggi verranno presentate come documento congiunto al presidente del Consiglio. Ma lo strappo della Fiom, i venti di scissione a Corso d´Italia sono più forti di un voto parlamentare che deve ancora arrivare. A questo punto, il confronto a sinistra subisce uno stop almeno fino al referendum dei lavoratori fissato per l´8-10 ottobre. Sd e Verdi sperano nel successo dei sì per ripartire e smorzare il no dei metalmeccanici. E Rifondazione? È pronta a sacrificare il rapporto con quella base elettorale in nome della federazione delle sinistre? Il capogruppo di Prc Gennaro Migliore sembra mettere nel conto anche una rottura: «Primo: se la preoccupazione è quella dell´unità sindacale dico che va guadagnata. E che unità significa appartenenza all´organizzazione, ma non necessariamente compattezza sui contenuti. È quello che Bertinotti ha insegnato alla Cgil». E la manifestazione e l´intesa a sinistra? «La manifestazione si farà. Non so se ci saranno tutti i partiti e non è fondamentale. So che ci sarà il popolo della sinistra».