Si punta su contributivo e disincentivi

07/07/2003




      Sabato 05 Luglio 2003


      Si punta su contributivo e disincentivi, no dei sindacati
      MARCO ROGARI


      ROMA – Come minimo l’estensione a tutto campo del metodo contributivo e una stretta sulle false invalidità. È questo il senso della sostanziale intesa raggiunta nella maggioranza, nel vertice notturno di giovedì notte, sulla necessità di varare nuovi interventi strutturali sulle pensioni soprattutto per disincentivare le uscite dal lavoro. Questa intesa politica, che ha immediatamente provocato la dura reazione dei sindacati, dovrà comunque essere perfezionata nei prossimi giorni per stabilire le singole misure da adottare e il percorso legislativo da seguire. Sul tavolo infatti restano ancora, oltre al "contributivo per tutti" e al giro di vite sulle invalidità, il ricorso a penalizzazioni sulle "anzianità" (ed eventuale semi-blocco), l’innalzamento da 57 a 60 anni del limite minimo di accesso alle pensioni anticipate e un contributo di solidarietà sugli assegni più ricchi. Quanto allo strumento legislativo, Palazzo Chigi e il Tesoro preferirebbero utilizzare la prossima legge Finanziaria. E a confermarlo è il "documento unitario" messo a punto da Silvio Berlusconi in cui si fa esplicito riferimento al Dpef e alla legge di bilancio. Ma non è del tutto escluso che, per accontentare la Lega, alla fine il Governo possa optare per un emendamento al disegno di legge delega-Maroni. Che, comunque, potrebbe sempre essere collegato (in autunno) alla Finanziaria. L’intesa politica. Un elemento appare già praticamente certo: il Governo ha deciso di dare il via a interventi strutturali aggiuntivi rispetto alla delega-Maroni. Contemporaneamente l’Esecutivo cercherà di aprire anche una "sessione europea" sulla previdenza. Non a caso, in vista dell’incontro dei ministri del Lavoro europei della prossima settimana a Varese, Roberto Maroni sta preparando una sorta di "road map" per le politiche del Welfare: legare tra loro le misure di carattere sociale con quelle indirizzate allo sviluppo dell’occupazione, fissando anche indicatori comuni per favorire l’innalzamento dell’età pensionabile (v. «Il Sole 24 Ore» di ieri). Per il commissario Ue Pedro Solbes, però, resta difficile pensare a soluzioni europee sulle pensioni. Sul fronte interno, il "documento unitario" parla chiaro: tra gli interventi da inserire nella Finanziaria ci dovrà essere una riforma previdenziale «volta a sostenere la famiglia e la sanità pubblica». In altre parole, i risparmi derivanti da interventi sulle pensioni verrebbero utilizzati per finanziare aiuti alle famiglie e per la sanità. Su quest’ultimo versante, il Governo punta a creare un Fondo per la "copertura" della non autosufficienza e della vecchiaia in genere. Ma sulle nuove misure sulle pensioni la discussione resta ancora aperta con la Lega che ribadisce il «no» a strette sulle "anzianità". Sindacati pronti allo sciopero. Cgil, Cisl e Uil vanno subito all’attacco. Guglielmo Epifani si dice pronto anche allo sciopero generale: «Non si possono usare le pensioni per fare cassa». Savino Pezzotta ribadisce con forza il no a interventi sulle "anzianità": «Se intervengono faccio sciopero». Luigi Angeletti afferma: sulla previdenza il Governo perde tempo e provoca danni. E in un rapporto sulle politiche sociali lo Spi-Cgil sostiene che dal 2001 al 2003 la spesa sociale in Italia è diminuita del 20% e che ad essere penalizzati sono soprattutto i Comuni del Sud.