SI INTERROMPONO LE TRATTATIVE SINDACALI CON IL GRUPPO CARREFOUR, LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE

30/12/2009

30 dicembre 2009

Si interrompono le trattative sindacali con il gruppo Carrefour
lavoratori in stato di agitazione

Niente da fare, nessuna proposta accettabile, nessuna soluzione condivisibile, si sono interrotte le trattative tra le organizzazioni sindacali, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Carrefour Italia per il rinnovo del contratto integrativo aziendale (CIA). Dal 1 gennaio, quindi, i 25000 lavoratori e lavoratrici del gruppo si ritroveranno senza tutti quei diritti conquistati dopo anni di contrattazione e lotta. Pausa retribuita, integrazione per malattia, aperture domenicali e salario variabile, sono solo alcuni delle modifiche che porteranno ad un peggioramento delle condizioni lavorative. Per questo a partire da oggi fino al 9 gennaio del nuovo anno tutti i dipendenti dei punti vendita Carrefour, Gs e Diperdì sono in stato di agitazione e sciopero per protestare contro il comportamento aziendale.

Una storia, quella del gruppo Carrefour, che va ormai avanti dai primi di luglio, da quando l’azienda aveva comunicato la disdetta del contratto integrativo aziendale. Si sono poi susseguiti due scioperi nazionali il 18 luglio e il 3 ottobre e diverse iniziative a livello territoriale, ma il gruppo aveva continuato per la sua strada mantenendo invariata la sua decisione e il primo ottobre scorso aveva sostituito il contratto con il Piano Aziendale del Collaboratore, un pacchetto di misure rese note tramite una “brochure”.
Le organizzazioni sindacali avevano, poi, citato in giudizio l’azienda per comportamento anti sindacale, e il Tribunale di Torino aveva obbligato Carrefour a riapplicare il contratto integrativo aziendale fino al 31 dicembre 2009, dando a sindacati e gruppo, due mesi di tempo per definire la nuova piattaforma contrattuale.
Dopo diversi incontri però le parti non sono riuscite a trovare una soluzione condivisa.
“Con la disdetta e il non raggiungimento di un nuovo accordo, l’azienda vuole diminuire il costo del lavoro e fa pagare la crisi solo ai lavoratori” afferma la Filcams Cgil.
“Per questo abbiamo dichiarato lo stato di agitazione in tutti punti vendita d’Italia” proseguono i sindacati “continueremo con la nostra battaglia a tutela dei lavoratori”.