Sì dei Ds alla proposta Cgil sull’art. 18

14/04/2003

            Lunedì 14 Aprile 2003
            Prove di dialogo tra Fassino e Cofferati – Violante: il referendum rischia di «ammazzare» le Pmi
            Sì dei Ds alla proposta Cgil sull’art. 18

            ROMA Per stabilire se l’incontro di ieri tra Piero Fassino e Sergio
            Cofferati, davanti agli iscritti diessini del Mugello, sarà veramente servito
            a ridurre le divisioni all’interno della Quercia e dell’Ulivo, bisognerà
            aspettare le prossime verifiche nelle sedi politiche proprie. Ma di certo
            ieri la buona volontà di rendere compatibili le pur diverse posizioni è
            stata piuttosto evidente. Almeno nelle affermazioni di principio dei due
            protagonisti.
            Qualcosa di nuovo Fassino l’ha messa in campo, in vista del referendum
            sull’articolo 18, che entrambi i protagonisti del confronto considerano
            «una iattura» (mentre ieri anche il capogruppo ds alla Camera, Luciano
            Violante, ha avvertito che c’è «il rischio di ammazzare le piccole imprese»).
            Dopo aver annunciato che ci sono iniziative comuni dell’Ulivo
            per l’estensione dei diritti, il segretario ds ha detto che «il partito, con
            una decisione della segreteria ha deciso di adottare i provvedimenti che
            su questa materia ha elaborato la Cgil. Cofferati aveva chiesto anche
            che l’opposizione ricorresse in Parlamento all’ostruzionismo, in particolare
            al Senato dove è in discussione la delega 848bis che riguarda anche
            l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
            Fassino non ha risposto diretta mente sull’ostruzionismo, ma ha ribadito:
            «In Parlamento faremo la nostra parte».
            Per capire meglio quanto anticipato sull’articolo 18 da Fassino
            (sulle proposte della Cgil c’è qualche riserva della Margherita) bisognerà
            attendere mercoledì quando l’Ulivo presenterà le proprie proposte
            per migliorare le tutele anche dei lavoratori di aziende al di sotto
            dei 16 dipendenti.
            Intanto dal Mugello arrivano segnali distensivi e riaffermazioni della
            comune volontà di stare insieme nella Quercia e nell’Ulivo. Per rafforzare
            il quale Cofferati continua a considerare prioritario il programma,
            così come l’utilizzo della nuova energia che viene dai movimenti anche
            se non ancora organicamente collegati alla coalizione. Fassino è con
            vinto che un momento decisionale comune a partiti e movimenti va pur
            trovato. Altrimenti c’è il rischio che l’Ulivo non riesca a sfruttare il momento negativo di Governo e maggioranza.
            Entrambi però sono d’accordo che prima di tutto deve venire
            «il riconoscimento reciproco». E l’appuntamento di ieri, il confronto
            davanti alla base, è un passo avanti.
            Il segretario dei Ds, che vuole un Ulivo «più largo e plurale», non ha
            esitato a dire che «ciò che ci unisce è molto di più di quello che ci divide.
            E Cofferati, a sua volta, a Fassino che insisteva sul fatto che «il
            partito ha bisogno di segnali di unità», ha detto con forte convinzione
            che «non c’è alcuna volontà di andare da un’altra parte».
            L’ex segretario generale Cgil ha anche riconosciuto che «occorre dare
            un’insieme di regole per tradurre le diversità della coalizione, che sono
            di per sè una ricchezza in un valore». Ed ha anche fatto riferimento
            a un articolo del rappresentante dell’area liberal ds, Michele Salvati,
            nel quale si prospettava anche l’ipotesi di costruire un’area politica con
            la Margherita e la maggioranza ds.
            «Non considero scissionistica — ha detto —neanche la posizione di Salvati espressa su un giornale ("Il foglio") che di solito fa le pulci all’opposizione».
            Un modo di convivenza feconda il copresidente dell’associazione
            "Aprile" lo ha poi indicato nell’individuazione «volta per volta
            del punto più avanzato di intesa».
            Dopo quattro ore di confronto pubblico con gli iscritti, Fassino e Cofferati
            hanno anche fatto colazione insieme.
            Forse è un primo segnale di unità mandato al partito.
            G.Co.

            Reintegro o risarcimento anche sotto i 15
            Le proposte di modifica della Cgil per lo Statuto dei lavoratori

            Y Articolo 18 esteso a tutti. La proposta di legge di iniziativa popolare
            della Cgil (che ha ottenuto il via libera da parte del direttivo il 24
            febbraio) prevede l’estensione dell’obbligo di reintegro in caso di
            licenziamento illegittimo a tutti i lavoratori, siano essi dipendenti di
            aziende con più o meno di 15 addetti.
            Y L’alternativa al reintegro per le piccole aziende. Confermata la
            possibilità per il lavoratore di optare per il risarcimento monetario (già
            presente oggi per le aziende con più di 15 dipendenti), la proposta di
            legge riconosce anche al datore di lavoro di imprese con meno di 15
            dipendenti — dopo che sia intervenuta la sentenza di reintegra — la
            possibilità di chiedere al giudice la sostituzione con un risarcimento.
            Y Il calcolo del risarcimento. In questo caso, però, sarà il magistrato a
            quantificare il risarcimento, calcolato in base a criteri soggettivi e
            oggettivi analoghi a quelli previsti in caso di infortunio. Un paletto
            massimo è fissato per le aziende con bassi fatturati.
            Y Nuovo computo dei dipendenti. Per il calcolo dei dipendenti si tiene
            conto di tutti i contratti di lavoro, compresi i rapporti di collaborazione.
            Per determinare il numero di dipendenti si considera inoltre il gruppo
            aziendale e non la sola unità produttiva.