Sì condizionato al ddl lavoro-bis

13/06/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
139, pag. 5 del 13/6/2003
di Teresa Pittelli


Mentre infuria la polemica sull’art. 18, il senato richiede la copertura finanziaria per la manovra.

Sì condizionato al ddl lavoro-bis

Riforme di incentivi e ammortizzatori solo se ´a costo zero’

La delega sul lavoro-bis potrebbe costare troppo allo stato e per questo il parlamento vuole avere l’ultima parola. Mentre infuria la polemica tra la Cgil e le altre forze sociali sul referendum di domenica per l’estensione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, il ddl 848-bis, che contiene le modifiche sperimentali alla norma, ha ricevuto il primo sì di palazzo Madama. Ma a condizione che i decreti di attuazione della riforma, che prevede anche la revisione degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione, abbiano la necessaria copertura finanziaria.

La commissione bilancio del senato, infatti, ha dato un via libera condizionato alle riforme degli incentivi e degli ammortizzatori che il governo ha presentato come emendamenti al ddl 848-bis. E la condizione è che la riforma sia ´a costo zero’, non solo per il bilancio dello stato ma, più in generale, per la finanza pubblica. La commissione, inoltre, ha previsto un ´parere forte’, nel senso dell’apposizione di vincoli stringenti, sugli effetti finanziari dei decreti delegati.

Nel documento, approvato a maggioranza, infatti, si prevede l’espressione dei pareri delle commissioni bilancio di camera e senato sulle conseguenze finanziarie dei decreti delegati. Nel caso in cui il governo non intenda conformarsi alle condizioni eventualmente poste dal parlamento, e in base all’esigenza di garantire il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione sulla copertura delle leggi, l’esecutivo sarà obbligato a ritrasmettere alle camere ´i testi, corredati dei necessari elementi integrativi di informazione’, per un nuovo parere, definitivo. Una procedura analoga, ha ricordato il presidente della commissione, Antonio Azzollini (Fi), è stata seguita anche per la legge La Loggia di attuazione della riforma federalista varata nella scorsa legislatura e alla camera per la delega previdenziale.

A sua volta, il sottosegretario all’economia, Giuseppe Vegas, ha sottolineato in commissione il ´progressivo spostamento dell’attenzione, soprattutto a partire dall’adozione della legge blocca-spese, da una verifica di tipo formale degli oneri in sede di definizione del testo legislativo a una più efficace verifica degli effetti finanziari dell’attuazione, anche amministrativa, dei provvedimenti’. Un processo da cui deriva, per Vegas, ´una maggiore responsabilizzazione’ del governo nel controllo dell’evoluzione delle spese con l’applicazione di strumenti di intervento più dinamici. Secondo i Ds, però, la copertura finanziaria in realtà non c’è. ´È per una riforma che viene considerata a costo zero per lo stato, quando nella scorsa legislatura si prevedeva invece un impegno di almeno 5 miliardi di euro. Allo stato viene solo assegnato il ruolo di regolazione delle spese delle regioni. Il risultato sarà che le regioni più povere, dove gli interventi sarebbero più necessari, non avranno risorse da destinare e i lavoratori di quelle regioni saranno scoperti delle più elementari tutele’. Per il senatore Ds è un’´interpretazione suicida dell’idea di federalismo, nata all’ombra dei ministri Maroni e Tremonti’.