Sì con riserva alla Vietti-bis

02/12/2004


             
            giovedì 2 Dicembre 2004
            pagina 33 – Professioni
             
             
             
            Sì con riserva alla Vietti-bis
             
            Il comitato dei professionisti chiede un incontro urgente con il ministro Castelli.
            Cup perplesso sulla disciplina delle associazioni

            Ginevra Sotirovic

             
            Vietti-bis promossa con riserva dal Comitato unitario delle professioni, che esprime riserve sulla nuova disciplina per il riconoscimento delle associazioni. E chiede anche un incontro urgente con il ministro della giustizia, Roberto Castelli, per discutere il suo progetto di riforma delle professioni. La decisione è stata presa ieri dall’assemblea dei presidenti dei consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali che si è riunita a Roma per fare il punto sulla vicenda alla luce del nuovo testo elaborato dal sottosegretario alla giustizia, Michele Vietti, e dell’annunciato, ma non ancora noto, progetto di modifica del testo Cavallaro-Federici al quale sta lavorando il guardasigilli. ´In attesa dell’annunciato progetto del ministro Roberto Castelli, il Cup ha esaminato il progetto di riforma Vietti-bis. Dall’analisi dell’articolato è emerso che la riforma appare in linea con diversi principi da sempre rivendicati dal Cup, anche se rimangono aperti nodi interpretativi sul riconoscimento pubblico delle associazioni’, si legge nel comunicato diramato al termine dell’assemblea.

            Una linea unitaria, ma che è stata raggiunta a fatica dopo diverse ore di dibattito. I professionisti, infatti, sono uniti nel volere che la riforma si faccia e plaudono al progetto Vietti-bis, che offre una risistemazione organica del settore, ma ci sono anche perplessità su alcune modifiche introdotte nella nuova versione della bozza di legge, e in particolare, spiega il Cup, su quelle che riguardano il riconoscimento delle associazioni non regolamentate, la disciplina delle tariffe e delle competenze. In particolare, desta preoccupazione la sostituzione del concetto di ´attività qualificanti’, come limite invalicabile per quelle professioni non regolamentate che ambiscono a ottenere un riconoscimento ministeriale, con quello di ´connotazioni tipiche’, che a detta di alcuni sembra offrire meno garanzie.

            Punti sui quali, comunque, il Cup è disposto a discutere, anche se non è chiaro con chi. Il sottosegretario Vietti, infatti, che aveva detto di essere stato incaricato direttamente dal premier Silvio Berlusconi a lavorare alla riforma, è stato, invece, esautorato anche pubblicamente dal guardasigilli, che ha deciso di avocarsi la materia e di lavorare a un nuovo testo. Una situazione di confusione e di stallo dalla quale i professionisti vorrebbero uscire al più presto. In questa ottica si legge anche la richiesta di un incontro con il premier Berlusconi. ´Il Cup mi ha delegato a chiedere un incontro al presidente Berlusconi’, spiega il presidente del Comitato, Raffaele Sirica, ´per un confronto a 360° sulle riforme in Italia e in Europa’. E mentre il governo fa fatica a trovare un accordo, sull’argomento è tornato ieri il capogruppo Udc alla camera, Luca Volonté, che in una nota ha rilanciato la proposta di inserire la riforma delle professioni, insieme a quella del diritto fallimentare, all’interno del collegato sulla competitività. Un provvedimento che però, avverte Volonté, ´dovrà essere frutto di un approfondito confronto all’interno della Cdl e con il paese’.

            Le associazioni non regolamentate, intanto, finora non si sono espresse sull’argomento, anche se appare chiaro un certo gradimento nei confronti della Vietti-bis, che ha accolto alcune delle richieste avanzate dal Colap. Anche se per il coordinatore, Giuseppe Lupoi, ´siamo ancora lontani da quel vento liberalizzatore che tira già da anni in Europa e che invece in Italia è ancora sopito’. (riproduzione riservata)