Sì Cgil, più formazione nelle imprese

18/02/2010

ROMA — E’ il primo accordo generale firmato a palazzo Chigi dalla Cgil, da quando si è insediato l’attuale esecutivo Berlusconi, quello sulle «Linee guida 2010 sulla formazione» siglato ieri da governo, Regioni e parti sociali, presente il sottosegretario Gianni Letta.
Soddisfatto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha riepilogato le novità principali dell’intesa che dispone di fondi per circa 2,5 miliardi. Prima di tutto «verrà stimolata la migliore formazione attraverso la rilevazione dei fabbisogni professionali». Poi, aggiunge il ministro, verranno «sperimentalmente individuati i soggetti che potranno certificare la capacità di una persona per aiutarlo a trovare un lavoro e sollecitarlo a acquisire competenze che poi saranno certificate». Infine «s’ipotizza un modo diverso di fare formazione soprattutto in ambienti produttivi e non più con un approccio "scolasticistico"».
La Cgil ha firmato ponendo due obiezioni: una riguarda il metodo della trattativa, condotta «all’ultimo minuto», secondo il segretario confederale Fulvio Fammoni. L’altro rilievo riguarda l’effettiva capacità formativa delle imprese. Per il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, è importante che la formazione punti «decisamente al ritorno al lavoro». Giudizio «positivo» anche quello di Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, che ha sottolineato il risalto offerto al tema della formazione attiva e l’importanza delle risorse mobilitate.