Si allontana la proroga del sommerso

04/09/2002






      NORME E TRIBUTI


      4/09/2002



      Si allontana la proroga del sommerso

      Ancora da definire i contenuti del decreto legge che dovrà varare la regolarizzazione degli extracomunitari lavoratori dipendenti


      ROMA – La regolarizzazione di un lavoratore domestico extracomunitario sarà possibile solo se il rapporto di lavoro è iniziato almeno tre mesi prima della data di entrata in vigore della legge 189/2002 (10 settembre 2002). Questo il contenuto di una norma di interpretazione autentica che sarà inserita nel decreto legge che estenderà la sanatoria di colf e badanti anche agli altri extracomunitari lavoratori dipendenti. Un provvedimento che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe essere varato venerdì ma che – per centrare questo obiettivo – rischia di perdere per strada un pezzo rilevante: le modifiche alle regole per l’emersione dal lavoro sommerso, che potrebbero anche venire accantonate definitivamente. Gli extracomunitari lavoratori dipendenti. Gli esperti dell’Economia e del Lavoro hanno iniziato la corsa contro il tempo per ultimare in breve tempo la bozza del decreto legge sul quale pendono, però, più di un’incertezza e di un contrasto anche politico. Non è affatto certo, in primo luogo, se la sanatoria degli extracomunitari – come ribadito anche ieri dal ministro del Welfare, Roberto Maroni – sarà effettivamente possibile solo nel caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato. Contro questa interpretazione restrittiva sono schierati i centristi della maggioranza e numerose associazioni del mondo produttivo. Ieri il presidente di Confagricoltura Augusto Bocchini ha detto: «Non ignoriamo le valutazioni del Governo e del ministro Maroni, ma temiamo che, al di là delle esigenze delle imprese agricole (come di altri settori), tale limitazione si traduca innanzitutto in una minore efficacia proprio delle garanzie di sicurezza e di certezza cui la legge Bossi-Fini è finalizzata». Da parte sua, la Cna di Bolzano ha spiegato in una nota che «con i contratti a tempo indeterminato si creerebbe una difficoltà ulteriore per gli imprenditori, soprattutto quelli piccoli e medi, che hanno sollecitato fortemente l’introduzione di forme di flessibilità nel lavoro e una discriminazione a danno dei lavoratori italiani». La questione sarà risolta oggi nel corso di un’altra riunione prevista alla presidenza del Consiglio. Un appuntamento decisivo anche per altri aspetti, legati al sommerso e alla sanatoria delle colf. Sanatoria solo per i lavoratori domestici con tre mesi di attività alle spalle. Nella riunione di ieri i tecnici ministeriali che stanno lavorando al nuovo decreto legge hanno deciso che sarà una norma interpretativa (e non solo una circolare ministeriale) a confermare – come anticipato più volte nelle risposte del Sole-24 Ore ai quesiti dei lettori – che non potrà essere regolarizzato l’extracomunitario il cui rapporto di lavoro subordinato sia iniziato nell’arco dei tre mesi antecedenti al 10 settembre 2002, data di entrata in vigore della legge Bossi-Fini 189/02. Questo anche per impedire fenomeni come quello riscontrato ieri a Genova, dove 15 clandestini sono stati trovati in possesso dei kit per la regolarizzazione. Nessuno di loro aveva precedenti penali né era conosciuto dalle forze dell’ordine. Due motivi che hanno spinto i poliziotti a ritenere che i clandestini siano arrivati in Italia da poco proprio nella speranza di poter usufruire della sanatoria per gli extracomunitari. Il «giallo» del sommerso. Quello che il decreto legge non riuscirà invece a definire è il restyling alle norme sull’emersione dal sommerso. Sull’argomento si è di fronte a un bivio: proseguire anche dopo il 30 novembre 2002 (scadenza naturale) oppure chiudere l’operazione? L’una o l’altra strada determinano scelte politiche da tradurre in soluzioni tecniche. Per quanto riguarda gli indirizzi politici, Maroni si è impegnato con le parti sociali a proseguire nell’operazione di emersione anche dopo la scadenza naturale. Di diverso avviso pare invece il ministero dell’Economia che – preoccupato per i conti dello Stato – intenderebbe chiudere la sanatoria nei termini fissati. Anche questo nodo dovrebbe essere sciolto oggi.
      Carmine De Pascale
      Marco Peruzzi