Sì alla legge del buon samaritano

12/06/2003

giovedì 12 giugno 2003

Pagina 30 – Cronaca
 
 
LA NOVITA´
In Italia potrà essere ridistribuito quello che avanza a ristoranti e mense

Sì alla legge del buon samaritano
il cibo inutilizzato andrà ai poveri
    STEFANO CASELLI

    ROMA – La paternità spetta all´amministrazione Clinton, che nel 1996 fece approvare al Congresso Usa la "Legge del buon samaritano" che, eliminando una serie di vincoli burocratici, permise alle organizzazioni no-profit di rifornire con più facilità le mense dei poveri.
    La legge italiana approvata ieri al Senato ha un nome sicuramente meno accattivante ("Distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale"), ma – giurano i promotori – permetterà di raggiungere in breve gli stessi soddisfacenti risultati che, per fare un esempio, consentono all´organizzazione "City Harvest" di sfamare oltre un milione di indigenti al giorno nella sola New York.
    Tra mense ristoranti e supermercati, la quantità di cibo sprecato quotidianamente in Italia si conta a tonnellate. Fino a ieri, riutilizzare le eccedenze a fini sociali era piuttosto difficile. Esisteva infatti il cosiddetto principio della "responsabilità di percorso", che obbligava a fornire garanzie per il cibo donato (sul corretto stato di conservazione, sul trasporto, il deposito e l´utilizzo degli alimenti) anche dopo la consegna alle organizzazioni.
    La nuova legge equipara ora le associazioni no-profit che intendono farsi carico delle eccedenze di cibo all´utilizzatore finale. Insomma, è come se alla mensa aziendale, oltre ai dipendenti, sedesse anche l´associazione che, a fine pasto, si porta via quel che avanza. In tal modo si libera l´erogatore (la mensa) della responsabilità, che viene trasferita all´associazione che – con l´ovvio limite dell´assenza di fini di lucro – utilizza il cibo come meglio crede.
    Cecilia Canepa, copromotrice della legge insieme al direttore del Banco Alimentare Mario Lucchini e ai giuristi Cesare Mirabelli e Mario Ciaccia, non nasconde la sua soddisfazione: «L´iter parlamentare è stato eccezionalmente rapido. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge il 2 agosto 2002 e ora la legge è pronta per la pubblicazione».
    Ora la legge c´è, rimane da verificare se chi ha roba da buttare (in primis le catene della grande distribuzione) sia realmente interessato al riutilizzo sociale delle proprie eccedenze. I promotori della legge garantiscono di sì. In fondo anche distruggere costa, evitarlo significa risparmiare.