Sì alla fiducia sulla Finanziaria, riapre lo scudo

17/12/2009

Oggi voto finale alla Camera. Governo battuto sui fondi alla giustizia. I termini fino ad aprile

ROMA — Il governo incassa la fiducia alla Camera sulla legge finanziaria del 2010 e si appresta a riaprire lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero, grazie al quale sarebbero già tornati in Italia oltre 100 miliardi di euro. «Ne parleremo oggi nel Consiglio dei ministri» ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. «Pare ci siano state lunghissime file. E siccome — ha detto il ministro — anche i capitali votano, i capitali che votano con le gambe e ritornano, perché sbattergli la porta in faccia?».

Secondo gli operatori uno «scudo bis», anche con un’aliquota fiscale aumentata dal 5 al 6%, potrebbe portare alla riemersione di altri 20-30 miliardi di euro, con un maggior gettito per le casse dell’erario di quasi 2 miliardi. Anche se Tremonti resta prudente ed invita a «guardare il cielo e non il dito». Ciò che conta non è tanto il gettito, per di più una tantum , quanto il volume delle risorse che rientrano in Italia. «Sono cinque punti di pil in tre mesi. Capitali che saranno usati per mantenere in vita le imprese, per non licenziare, per rafforzare i parametri patrimoniali» ha detto Tremonti, aggiungendo che gran parte delle operazioni riguarda proprio il rientro fisico, e non virtuale, dei fondi all’estero. «È comunque la più grande manovra finanziaria che sia mai stata fatta in Italia» ha concluso Tremonti, approfittando dell’occasione anche per stemperare ogni polemica sulla Finanziaria. Che poi sarà anche l’ultima. Dall’anno prossimo, visto che proprio ieri il Senato ha approvato in via definitiva la riforma, sarà sostituita dalla nuova «Legge di stabilità».
«Il rapporto con Fini», che aveva definito «deprecabile» la decisione del governo di chiedere la fiducia sulla Finanziaria, «è sempre stato molto buono e non sono queste le cose che causano divisioni» ha detto il ministro dell’Economia. Al cui fianco è sceso, ancora una volta, Umberto Bossi. «Spero che le tensioni si risolvano. Io sto con il governo e sto con Tremonti: se hanno chiesto la fiducia pensavano che potessero succedere dei pasticci» ha detto il senatur. La fiducia è stata ottenuta con 307 voti favorevoli, 271 contrari e 2 astenuti (dell’Mpa), ma al governo è capitato di essere battuto un paio di volte sugli ordini del giorno del Pd, di cui uno sulla giustizia e un altro sullo sblocco degli 800 milioni di euro destinati la banda larga.
La Finanziaria per il prossimo triennio dovrà ora passare al Senato per l’ultimo, definitivo, passaggio parlamentare. Dall’inizio del cammino è cresciuta un po’ per la dimensione degli interventi previsti, passando da 4 a quasi 8 miliardi di euro, ma resta comunque la Finanziaria più ‘leggera’ della storia recente. Rispetto al progetto presentato dal governo, in Parlamento sono stati aggiunti il nuovo Patto per la Salute con le Regioni, la Banca per il Mezzogiorno, la riduzione degli acconti Irpef varata con decreto. A far lievitare la Finanziaria è stato però lo scudo fiscale, con l’assegnazione dei 3,7 miliardi di gettito previsto alla giustizia, l’università, le scuole paritarie, il rifinanziamento del 5 per mille, il credito d’imposta per la ricerca, l’agricoltura.
La blindatura della Finanziaria alla Camera non è piaciuta all’opposizione, ma neanche ai Comuni che hanno sperato fino all’ultimo minuto nell’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità, e che per tutta risposta hanno deciso ieri di interrompere ogni rapporto istituzionale con il governo.
Difficilmente le richieste dell’Associazione dei Comuni troveranno spazio nel decreto milleproroghe, l’ultimo ‘treno’ del 2010, che sarà oggi all’esame del governo. Il decreto prevede lo slittamento a novembre del pagamento delle tasse nelle zone dell’Abruzzo colpite dal terremoto, la proroga per tutto il 2010 del blocco delle poche tariffe ammini-strate e quella, fino al 2015, delle concessioni demaniali marittime. Rinvio di un anno anche per l’aumento delle tariffe aeroportuali e per l’inserimento dei dati biometrici sulle carte d’identità.