«Sì» al collocamento e allo staff leasing

05/02/2003



Mercoledí 05 Febbraio 2003
ITALIA-POLITICA
«Sì» al collocamento e allo staff leasing

Lavoro – Votato il primo articolo della delega – Manca per tre volte il numero legale e il via libera definitivo slitta a domani
LINA PALMERINI


ROMA – Completa liberalizzazione del collocamento aperto anche alle società di lavoro interinale, alle università e ai consulenti del lavoro, debutto dello staff leasing, nuove regole sul trasferimento di ramo d’azienda. Ieri l’Aula del Senato ha dato il «sì» definitivo a queste prime norme, contenute nell’articolo 1 della riforma del mercato del lavoro. L’Assemblea di Palazzo Madama riprenderà oggi con le votazioni, dopo che ieri sera è mancato per la terza volta il numero legale. La maggioranza e il Governo prevedono di tagliare il traguardo finale domani e dare attuazione alla prima riforma promessa dal l’Esecutivo Berlusconi. Prende così forma un nuovo mercato del lavoro concepito essenzialmente come un’operazione di liberalizzazione: sui servizi all’impiego, sulle forme contrattuali. «Sull’articolo 18, la vicenda si chiude con il Patto per l’Italia. Anche se vincono i no, il Governo non metterà mano alla questione che si chiude tra tre anni. Noi abbiamo soprattutto fretta di approvare la riforma del mercato del lavoro perché è una riforma per una maggiore competitività del sistema e una maggiore inclusione sociale», mentre il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi commentava i lavori parlamentari, fuori dal Senato un presidio della Cgil protestava contro un progetto che punta alla precarizzazione del lavoro. E la Fiom ha deciso, per la categoria dei meccanici, di portare da quattro a otto le ore di sciopero del 21 febbraio. Le novità del provvedimento non si limitano ai nuovi nomi di alcune tipologie contrattuali come lo staff leasing o il job on call. Una delle principali novità è l’apertura ai privati su tutta una serie di servizi: dal collocamento, all’interinale alla formazione, potranno nascere delle società che operano a tutto campo sul mercato del lavoro. Un inedito per il nostro Paese che ha avuto da sempre lo Stato e il pubblico come principale attore. Con i risultati noti: solo il 4% dei disoccupati riesce a trovare un posto con i servizi pubblici all’impiego. Ora l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro lo potranno fare anche i consulenti del lavoro, le università. E le società di interinale, alle quali la nuova legge toglie il vincolo dell’oggetto sociale esclusivo che oggi le obbliga a fare una sola attività. Con l’approvazione della riforma invece potranno operare in più campi sfruttando le sinergie: potranno cioè utilizzare le loro banche dati, costruite dopo circa 4 anni di attività, non solo per creare occasioni di lavoro temporaneo ma anche a tempo indeterminato o fare formazione. I requisiti per l’autorizzazione ministeriale dei privati verrano graduati a seconda delle attività che la società dichiara di voler svolgere. Tra queste, entra anche lo staff leasing: nella legge è stato battezzato «somministrazione di manodopera anche a tempo indeterminato», cioè una sorta di contratto di affitto che può durare per sempre. In pratica, un contratto di interinale ma senza scadenza. La novità dov’è? È che il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non fa più capo all’azienda che utilizza il lavoratore ma alla società di staff leasing. Cioè, il lavoratore dipende non dall’impresa dove lavora ma dalla società di staff leasing. Questo contratto sarà possibile per ragioni di carattere tecnico-organizzativo individuate dalla legge o dai contratti. Cambiano le regole anche per il trasferimento di ramo d’azienda, cioè, per le operazioni di outsourcing (o esternalizzazione). Il testo originario prevedeva la caduta del requisito dell’autonomia funzionale per poter trasferire all’esterno una (o più) attività dell’azienda ma nel testo attuale, frutto di un accordo con Cisl e Uil, il vincolo resta a una condizione: che l’autonomia sussista al momento del suo trasferimento.