Sì ai regolamenti sugli immigrati

30/06/2003



        Sabato 28 Giugno 2003
        ITALIA-POLITICA


        Sì ai regolamenti sugli immigrati

        Legge Bossi-Fini – Il Consiglio dei ministri ha varato le norme attuative: sportello unico, asilo, coordinamento

        MARCO LUDOVICO


        ROMA – Sì del Consiglio dei ministri ai regolamenti di attuazione della Bossi-Fini. I provvedimenti, ora, passeranno al vaglio del Consiglio di Stato, la Conferenza unificata e il Garante per la privacy, e poi saranno approvati definitivamente dal Governo. Per ora, dunque, lo scontro politico sul tema dell’immigrazione sembra risolto.
        I provvedimenti approvati. Nuove norme per accelerare l’esame delle richieste di asilo politico, in attesa di un provvedimento di legge ad hoc; uno "sportello unico" per tutte le procedure che riguardano gli immigrati; una struttura per la programmazione delle politiche di settore, come il decreto flussi; il coordinamento informatico dei dati sugli immigrati, che provengono dalle diverse amministrazioni dello Stato. Sono questi i contenuti dei quattro regolamenti che vanno ad aggiungersi al decreto antisbarchi licenziato la settimana scorsa da Palazzo Chigi. Occorrerà qualche mese prima che il Consiglio di stato dia il parere sui testi. I provvedimenti, insomma, dovrebbero entrare in vigore dopo l’estate. Manca ancora, invece, la nomina del responsabile della direzione centrale per l’immigrazione e della Polizia delle frontiere del Dipartimento di pubblica sicurezza.
        La cauta soddisfazione di Bossi, le precisazioni di di Buttiglione. «Le cose si stanno muovendo – ha detto il ministro per le Riforme, Umberto Bossi – piano piano, vanno». Il responsabile delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, ha voluto invece precisare che all’interno della maggioranza che sostiene il governo Berlusconi «non c’è stata alcuna crisi». Ma Buttiglione ha anche sottolineato: «Noi siamo a favore del controllo dell’immigrazione clandestina, ma siamo anche contro l’istigazione all’omicidio e alla strage. Quando si parla – ha aggiunto riferendosi a espressioni usate spesso dalla Lega – bisogna prima ricordarsi di avere un cervello nella testa e poi una lingua nella bocca. Sono questioni elementari». La protesta dell’opposizione, la posizione della Cisl. Il «Paese ha bisogno di immigrazione» anche se «bisogna fare un ragionamento sulla regolazione dei flussi».
        Tuttavia i sindacati erano «già contrari alla Bossi-Fini e se c’è un giro di vite e inaspriranno la legge, saremo ancora più contrari». Questa l’opinione del leader della Cisl, Savino Pezzotta, espressa ieri a Mantova. «Bisogna avere anche attenzione al perchè l’immigrazione avviene.
        Non si può pensare – ha detto il segretario della Cisl – di cannoneggiare, tirar su barriere senza chiedersi cosa accade in Africa, con la fame, la miseria, le malattie, la guerra. È tempo che l’Europa e l’Italia affrontino la questione dell’Africa come una questione politica e non umanitaria». «Non solo la Lega, ma tutte le forze della CdL che sul tema dell’immigrazione vinsero con la politica della paura e della chiusura dovrebbero rivolgersi agli italiani chiedendo scusa per averli ingannati» ha affermato Livia Turco (Ds), firmataria con Giorgio Napolitano della legge sull’immigrazione precedente la Bossi-Fini. Secondo la Turco «ci sono soltanto due politiche dell’immigrazione: quella avviata dal centrosinistra, con accordi bilaterali e politiche di integrazione, alla quale il ministro Pisanu ha detto di riferirsi, e quella della demagogia e della chiusura». «Con l’approvazione dei decreti attuativi della legge Bossi-Fini ci troviamo di fronte a un’operazione gattopardesca» dice Giuseppe Fioroni, responsabile politiche della solidarietà della Margherita. «Dopo la relazione in aula di Pisanu, che creava un approccio più umano ed efficiente al tema dell’immigrazione, il Governo attua una legge che non condivide. Questa è la vittoria definitiva di Bossi, che cambia tutto perchè nulla cambi».