Sì agli sgravi per chi emerge

19/12/2000

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Martedì 19 Dicembre 2000
italia – politica
Via libera del Senato agli sconti contributivi a decrescere in cinque anni.
Costo del lavoro limato dello
0,8% dal primo febbraio 2000.
Sì agli sgravi per chi emerge.

Varati l’assunzione di 1.000 ispettori del lavoro.
Il «pacchetto Sicilia» e la carta di credito formativa.

ROMA. Sì all’emersione del lavoro nero; via libera alla
riduzione del costo del lavoro; placet al "pacchetto
Sicilia" e agli aumenti per gli insegnanti. L’aula del
Senato ha proseguito ieri nelle votazioni sulla Finanziaria
2001. Un lavoro alacre, ma non abbastanza da scongiurare rischi di slittamento. Molte le questioni in sospeso, che dovranno essere definite oggi, quando si dovrebbe concludere l’esame: oltre a quella dei mutui usurari (si veda a pag. 33), l’ex provvedimento sui lavori socialmente utili, rinato come emendamento, o il maxiemendamento sugli "altri interventi".

L’emersione dal lavoro nero è favorita da sgravi contributivi concessi per la durata del riallineamento ma per non più di cinque anni. Gli sgravi operano a décalage: sono del 100% il primo anno, dell’80%
il secondo, del 60% il terzo, del 40% il quarto e del 20%
il quinto. La norma di applica anche alle imprese che già
abbiano in corso il riallineamento e, per il periodo
successivo all’entrata in vigore della Finanziaria, opera
secondo le modalità da essa previste. Per quello
antecedente, mediante conguaglio sui contributi già
versati.

Lo sgravio del costo del lavoro si ottiene invece, dal 1° febbraio 2001, riconoscendo ai datori di lavoro un esonero dal versamento dello 0,8% come contributo
sociale «per assegni per il nucleo familiare». Per i datori
di lavoro operanti in settori in cui l’aliquota sia già
inferiore allo 0,8%, è riconosciuto un ulteriore esonero
dello 0,4% a valere su altri contributi, con priorità per
quelli di maternità e disoccupazione, purché lo sgravio
complessivo non superi lo 0,8 per cento. L’articolo proroga anche a tutto il 2001 la riduzione del 50% per tre anni dei contributi previdenziali per i giovani con meno di 32 anni che avviino una nuova attività. Sempre sul fronte del lavoro, il Senato ha approvato l’assunzione di mille
ispettori (600 nel 2001, 400 l’anno successivo) per
potenziare la sorveglianza in materia di sicurezza e tutela
della salute sui luoghi di lavoro. Via libera infine ai 110
mld di credito d’imposta a beneficio delle imprese, per il
commercio elettronico.

Variegato il panorama delle altre norme approvate. Agli insegnanti sono stati destinati 1.100 mld per il 2001, 1.500 per il 2002 e 600 per il 2003.
Il "Pacchetto Sicilia" consta di cinque articoli, che
dispongono contributi alle spese di trasporto per piccole e
medie imprese nei settori agricolo, estrattivo e della
trasformazione, riqualificazione del trasporto merci
nell’isola, sostegno alle compagnie aree che garantiscono i collegamenti dalla Sicilia e dalle isole minori con gli
altri scali nazionali. Infine, un limite d’impegno di 21
miliardi all’anno per 15 anni servirà a contenere i costi
energetici delle Pmi e ad altro ancora.

Sì alla "carta di credito formativa" da 10 milioni che permetterà ai giovani con più di 18 anni di acquistare beni e servizi nei settori informatico e della comunicazione e di pagare corsi di formazione. Il credito, perché di questo si tratta, dovrà essere restituito in 5 anni senza interessi.
E sì anche all’analoga iniziativa che favorisce l’acquisto
di un computer da parte degli studenti del 1° anno delle
scuole superiori: la somma è di 1.440.000 lire a testa, da
restituire però in 24 mesi, sempre senza interessi. Le
banche anticiperanno i soldi. L’intento è di garantire, con
la massa di acquisti, la fornitura di strumenti di alta
qualità rispetto al prezzo. Ma la convenzione con
produttori e dettaglianti giace a Palazzo Chigi. Entrambe
le iniziative sono finanziate con parte del 10% dei fondi
delle licenze Umts. Infine, andranno ai consumatori le
multe inflitte all’Antitrust. Eppoi, le società
autostradali potranno rivedere le tariffe in sede di
rimodulazione dei loro debiti.

Luigi Lazzi
Gazzini