«Sì a un progetto integrato senza intenti speculativi»

25/03/2003



              Martedí 25 Marzo 2003
              TURISMO


              «Sì a un progetto integrato senza intenti speculativi»


              CAGLIARI – Un milione e 770mila metri cubi di cemento per un investimento da poco più di mille milioni di euro. Quello dell’Aga Khan si chiamava Master plan, quello della Starwood, presentato nel novembre del 2002, si chiama "Progetto integrato di sviluppo del comprensorio turistico della Costa Smeralda" ed è contenuto in un fascicolo di trenta pagine. La cubatura è quasi equamente ripartita tra strutture alberghiere e ville, i metri cubi sono 785mila in meno rispetto alla versione precedente del piano, mentre il 22% dei volumi verrà destinato a strutture commerciali, a locali artigianali e ai servizi. Più alberghi e meno ville, rispetto della fascia dei 300 metri dal mare, cubatura ridotta: non è stato solo un ritocco estetico. Il progetto presentato dalla Starwood è figlio del Master Plan ma le modifiche sono sostanziali e mirate a superare alcuni ostacoli legislativi e urbanistici che il piano dell’Aga Khan aveva trovato sulla sua strada. Non è tanto una questione di quantità di mattoni (in ogni caso notevolmente inferiore) ma di come sono distribuiti, il riequilibrio delle cubature tra alberghi e seconde case. Roberto Frongia, assessore regionale al Turismo, sottolinea uno dei punti fermi sui quali costruire il futuro dell’intera area. «È basilare – afferma – che il progetto si proponga come un vero e attento piano integrato di sviluppo del territorio e non assuma i contorni di un fenomeno speculativo. Ciò non porterebbe nessun beneficio. A mio giudizio si deve quindi seguire un itinerario che privilegi l’integrazione della Costa Smeralda con il territorio circostante e con l’intera Sardegna. Deve essere infatti plasmato un sistema a rete dove l’intervento che verrà portato avanti in questa importante realtà del turismo mondiale, si leghi al resto del territorio, dove città e paesi rappresentano una enorme risorsa, un rafforzamento stesso della qualità ambientale». I tempi sono cambiati da quando il primo Master Plan dell’Aga Khan fu oggetto di clamorose contestazioni: troppo cemento sul mare, si diceva, mentre che si cementificavano in silenzio altre coste pregiatissime dell’isola. Pragmatico e attento, Frongia mette paletti: «Proprio l’ambiente è la chiave di volta sulla quale costruire questo progetto. L’idea forte risiede nel fatto che attraverso una saggia gestione del territorio si possa da un lato creare sviluppo e occupazione e dall’altro contribuire a trasformare la Sardegna in Parco residenziale dell’Europa».
              PUCCIO LAI