«Shopping e vacanze addio»

09/06/2005
    giovedì 9 giugno 2005

      Pagina 36 – Economia

      Indagine della AcNielsen: per il 70% degli italiani negli ultimi sei mesi l´economia è peggiorata

      «Shopping e vacanze addio»

      La famiglie tagliano le spese per far fronte alla crisi

      GIORGIO LONARDI

      MILANO – Per il 70% degli italiani negli ultimi sei mesi l´economia è peggiorata. Quanto al prossimo semestre per il 36% la situazione rimarrà stabile (quindi non buona) ma per il 46% ci sarà un peggioramento. È un Italia con le pile scariche quella che emerge dal Worldwide Consumer Confidence Survey, l´indagine semestrale internazionale (38 paesi coinvolti) presentata ieri da AcNielsen, leader mondiale delle ricerche di mercato. Lo conferma l´hit-parade dei principali timori per il prossimo semestre: con la situazione economica in testa (27%) e in crescita di sei punti sul 2004. E lo certifica l´esplodere della preoccupazione per la stabilità politica dal 2 al 12% mentre crolla la psicosi del terrorismo: 5% contro il 22% di un anno fa. Un quadro a tinte scure che provocherà una brutta flessione dei consumi.

      Basta una domanda piccola piccola per capire l´aria che tira nel Bel Paese: «Come definiresti questo momento per acquistare ciò che desideri o di cui ha bisogno»? Il 43% degli italiani risponde alla Nielsen «non così buono» e il 17% con un lapidario «cattivo». L´Italia, dunque, se la passa sempre peggio. E difatti mentre l´11%, (era il 9% 12 mesi fa) dichiara di non avere alcuna disponibilità economica una volta soddisfatti i bisogni essenziali si assiste ad una riduzione generalizzata delle possibilità di spesa e ad un brusco calo del risparmio. Quest´anno, ad esempio solo il 31% riuscirà a mettere da parte qualcosa: 11 punti in meno del 2004. Quanto ai tagli riguarderanno sia le vacanze (il 5% degli intervistati rinuncerà a questa spesa) sia la spesa in nuove tecnologie (-5%) mentre ben il 9% sarà costretto a sforbiciare impietosamente i divertimenti fuori casa. In aumento (+1%) la quota di chi pagherà debiti e quella di chi punterà sui fondi d´investimento (+3%).

        La Nielsen, inoltre, conferma che l´aumento dei prezzi è stato una delle cause principali dell´arretramento dei consumi. Il 73% degli italiani dichiara di spendere di più di due, tre anni fa per i carburanti, il 68% per gli alimentari, il 64% per il telefono fisso e il cellulare mentre il 58% punta il dito su medicine e sanità. È dunque questa la cornice in cui la metà dei nostri connazionali «rimanderà nel tempo certe spese di particolare impegno economico». Un altro 21%, invece, ha già deciso di cancellare quel tipo di spese, una percentuale che sale al 37% fra chi ha più di 65 anni.