Shopping di Ferragosto “Lo sciopero mette in crisi solo i piccoli”

15/08/2014   (La Repubblica)

Firenze – «SCIOPERO sbagliato, mette in difficoltà solo le piccole imprese». Confcommercio critica la proclamazione da parte dei sindacati dello sciopero del commercio a Ferragosto contro le aperture dei negozi nei giorni festivi. «Anche noi sosteniamo la necessità di regolamentare le aperture festive, ma lo sciopero del commercio a Ferragosto non ci sembra la risposta giusta» spiega il direttore di Confcommercio Tiziano Tempestini, che interviene in merito all`iniziativa presa da Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana. «Non condividiamo assolutamente lo strumento utilizzato per dire no al liberismo selvaggio afferma Tempestini-. Lo sciopero metterà in crisi soprattutto le aziende e le catene più piccole, che in un giorno particolare come quello di domani ( oggi per i lettori ndr) vorrebbero offrire un buon servizio ai clienti e ai turisti che affollano la nostra città. Nulla da eccepire prosegue Tempestini – sul fatto che le aperture selvagge non abbiano dato impulso ai consumi e che quindi nessuna boccata d`ossigeno sia arrivata
alle imprese, ma secondo noi l`unica strada da percorrere è quella di un confronto serio col governo, che deve affrontare al più presto il problema. L`attuale gestione autonoma delle aperture da parte delle grandi catene commerciali crea infatti solo difficoltà al mercato». L`astensione dal lavoro è stata indetta dalle segreterie regionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs in Toscana, per esprimere contrarietà alle aperture dei negozi per le festività civili e religiose. Con questa protesta sindacati ribadiscono che «le liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive attuate dal decreto Salva Italia non hanno portato nessun aumento dell`occupazione o dei consumi, ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, aumentato la precarietà e l`assenza di ogni regola minima di concertazione sulla programmazione delle aperture e degli orari di lavoro». Per questo c`è «la necessità di rimettere la materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali, alle competenze regionali e comunali, attraverso il confronto fra le parti sociali».