Shangri-La – Minaccia di arresto per il segretario generale IUF

Articolo apparso sul sito Iuf 17 marzo 2002

Minaccia di arresto per il segretario generale IUF mentre fallisce l’incontro con il ministro indonesiano per il dialogo Shangri-La

Due macchine della polizia si sono dirette dalla centrale di Giacarta verso lo Shangri-La Hotel per arrestare il segretario generale dello Iuf, Ron Oswald. I membri del sindacato dello Shangri-La l’hanno portato via in tutta fretta e fuori della portata della polizia locale.

Incontrandosi con i membri dell’ SPMS sindacato Shangri-La, licenziati illegalmente, per le loro quotidiane proteste fuori dallo Shangri-La Hotel a Giacarta, Osvald è stato riconosciuto dal capo del locale distretto di polizia che voleva arrestarlo se fosse rimasto con i membri dell’SPMS in strada. Malgrado sia stato fatto notare che come segretario generale dello IUF egli aveva ogni diritto e il dovere di incontrarsi con i membri IUF ogni volta che fosse stato chiamato alla lotta per difendere i loro diritti, giungeva ai membri SPMS la notizia che due auto erano state spedite dalla stazione centrale di polizia di Giacarta per arrestare Osvald e metterlo sotto custodia. Preoccupato per questa notizia, il sindacato insisteva per scortarlo lontano dall’area.

Reagendo a questo incidente, Osvald sottolinea che “Questo è un altro esempio di abuso quotidiano e di basso livello dei diritti basilari che i lavoratori indonesiani fronteggiano ogni qualvolta resistono nella difesa dei loro diritti. In questa occasione la minaccia è stata portata direttamente allo IUF allo scopo di negare il diritto internazionalmente riconosciuto di riunirsi e sostenere i suoi membri impegnati in una legittima lotta in un caso in cui non meno di Freedom of Association Committee dell’ILO, International Labour Office delle UN (Nazioni Unite), ha dichiarato chiaramente questi lavoratori dovranno essere reintegrati e i loro diritti rispettati. Solleveremo questo ultimo incidente direttamente presso l’ILO così come il IUF aveva sempre fronteggiato altri esempi di ostruzionismo a nostri membri fin dall’inizio del conflitto”.

Nello stesso tempo il ministro del Lavoro indonesiano, avendo confermato un incontro con Osvald per la mattina del 17 marzo solo due giorni prima, aveva mancato l’incontro, e si è saputo solo in seguito dal sindacato SPMS che era stato chiamato a un altro incontro nel paese. Oswald dice: “Questa è la terza volta, due a Giacarta e una a Ginevra, che abbiamo visto fallire una pre-combinazione d’incontro con il ministero del Lavoro indonesiano con il IUF mirato a cercare una soluzione a questo lungo conflitto in corso.

È così difficile avere i suoi dirigenti rappresentativi di fronte al IUF attorno a un tavolo e ingaggiarsi in qualsivoglia costruttivo dialogo che dobbiamo lanciare dubbi sulla buona volontà del governo indonesiano di rispettare gli standard internazionali del lavoro e, in questo caso, rispettare le raccomandazioni della Freedom of Association Committee dell’ILO.
Appare sempre più che solo il IUF e il nostro affiliato indonesiano sono interessati a cercare una onesta e giusta soluzione al conflitto mentre altri restano, nella migliore delle ipotesi, neutrali oppure, nella peggiore delle ipotesi, sabotano ogni possibilità di una decente e giusta conclusione fino a venir fuori da questo vergognoso episodio”.

Oswald, in una gremita assemblea dei membri SPMS il 16 marzo, ha detto: “Noi vogliamo perseverare e a questo punto il governo indonesiano deve essere all’altezza delle sue responsabilità per implementare le raccomandazioni dell’ILO che i lavoratori SPMS illegalmente licenziati siano reintegrati e che i loro diritti a formare un sindacato independente sia pienamente rispettato. Aspetto con ansia di incontrare il ministro del Lavoro e l’inizio della conferenza internazionale di Ginevra dell’ILO in giugno per sottoporgli questo, naturalmente spero che la vostra lunga lotta per la giustizia e una basilare decenza abbia fine prima di questo incontro. Noi siamo orgogliosi di annoverarvi tra i nostri iscritti che abbiamo nel mondo. Voi avete perseverato coraggiosamente, uniti e con circostanze considerevolmente contrarie per 14 mesi. Il tempo per la giustizia e per l’equità è ormai scaduto”.