Sgravi casa e cure termali, cambia la Finanziaria

11/10/2002


              (Del 11/10/2002 Sezione: Economia Pag. 18)
              ALLO STUDIO LA PROROGA DELLA TREMONTI BIS PER TUTTO IL 2003
              Sgravi casa e cure termali, cambia la Finanziaria
              Privatizzazioni: Enel verso la Patrimonio Spa

              ROMA
              La discussione della Finanziaria 2003 in Parlamento entra nel vivo e già profila importanti cambiamenti all´impianto della manovra. Ieri la Commissione Finanze della Camera ha dato il suo parere positivo vincolandolo, tuttavia, ad alcune condizioni. Tra queste la proroga delle agevolazioni sull´Irpef e l´Iva per le ristrutturazioni immobiliari per tutto il 2003, la semplificazione del meccanismo delle deduzioni e della clausola di salvaguardia previsti dalla riforma fiscale e la definizione di regole più chiare sull´utilizzo del credito d´imposta per le nuove assunzioni. Accanto alle richieste, alcuni suggerimenti, primo tra tutti quello di prorogare per tutto il 2003 la Tremonti Bis. Nel frattempo le Commissioni di merito della Camera hanno già iniziato a macinare gli emendamenti: agli Affari Sociali è passata la riduzione del ticket sulle cure termali da 70 a 40 euro, mentre la proroga delle detrazioni Irpef del 36% per le ristrutturazioni edilizie ha ricevuto la benedizione della Commissione Lavori Pubblici. Altre e più consistenti modifiche alla Legge di Bilancio potrebbero scaturire dal confronto tra il governo e le parti sociali. Oggi a Palazzo Chigi parte il tavolo sul Mezzogiorno, nell´ambito del quale si dovrebbe discutere anche del caso Fiat, ma che potrebbe estendersi anche ad una verifica sulle misure fiscali varate dal governo prima della Finanziaria, giudicate troppo penalizzanti dalla Confindustria. Cisl e Uil vogliono maggiori garanzie sulla disponibilità di fondi per il sud nel 2003 (nella Finanziaria, triennale, le risorse sono concentrate sul 2005), sul funzionamento del credito d´imposta e del nuovo Fondo unico per il Sud per il quale chiedono almeno una suddivisione in vari capitoli in base alle finalità. Ieri Savino Pezzotta e Luigi Angeletti hanno incontrato i centristi della maggioranza, pienamente disponibili ad assecondare le loro richieste, così come Alleanza Nazionale, che ieri ha riunito l´esecutivo per discutere della Finanziaria, si mostra sensibile alle richieste della Confindustria. Lo sciopero generale convocato dalla Cgil per il 18 ottobre incombe e il governo ed i partiti di maggioranza (che comunque non hanno alcuna intenzione di mettere in discussione i saldi finanziari della manovra) sembrano preoccupati dalle perplessità dei sindacati sull´applicazione del Patto per l´Italia, oltreché da quelle di Confindustria sul decreto fiscale. Il Servizio Bilancio della Camera, peraltro, ha appurato ieri che il maggior gettito derivante dal decreto, che tra le altre cose dimezza i benefici della Dit per le imprese, possa rivelarsi «sensibilmente superiore» a quelli quantificati dal governo nella relazione tecnica del provvedimento. Luca Volontè, capogruppo dell´Udc alla Camera, ha chiesto ieri al governo di «riconvocare i firmatari del Patto per l´Italia». Lo stesso hanno fatto Rocco Buttiglione, secondo il quale «questa è una buona finanziaria ma la società italiana ci chiede più rigore e solidarietà», e il ministro di An, Gianni Alemanno, che invita a «tener conto delle critiche». Tra i prevedibili sviluppi della discussione appena avviata una miglior articolazione del bonus per l´occupazione (per favorire i giovani al sud e i lavoratori anziani al nord, propongono l´Udc e i sindacati), e una rivalutazione dei Patti Territoriali e dei Contratti d´Area. Altre modifiche le chiedono gli enti locali. Il presidente dell´Anci, Leonardo Domenici (sostenuto dalla Confcommercio che parla di federalismo zoppo) ne ha preannunciati 90 ed ha chiesto al governo un tavolo politico-istituzionale, ancor prima di quello tecnico che entro il 16 ottobre dovrebbe portare agli emendamenti comuni. A latere della Finanziaria, il ministero dell´Economia continua a valutare l´eventualità di nuove privatizzazioni entro l´anno per ridurre il debito pubblico. Smentito l´avvenuto affidamento a due banche d´affari per un collocamento di azioni Enel presso investitori istituzionali, negli ambienti finanziari cominciano a circolare nuove ipotesi. Una tranche di azioni Enel, secondo indiscrezioni, potrebbe essere girata alla nuova Patrimonio spa, controllata al 100%. Pagato il corrispettivo al Tesoro (con l´emissione di obbligazioni), la società potrebbe emettere obbligazioni convertibili in azioni Enel. In tal modo lo Stato registrerebbe un incasso utile per ridurre il debito e resterebbe di fatto proprietario delle azioni fino all´esercizio dell´opzione a prezzi di mercato prefissati, evitando così una svendita. Domani, intanto, il Consiglio dei Ministri dovrebbe nominare Dario Scannapieco, uno dei Draghi-boys già in organico al Tesoro, alla direzione incaricata di seguire le privatizzazioni.

              m. sen.