Sgravi, 5,5 mld € alle fasce basse

08/07/2002



Sabato 06 Luglio 2002

Sgravi, 5,5 mld € alle fasce basse
ROMA – Prima novità: con la prossima Finanziaria sono in arrivo «almeno 5,5 miliardi di euro» per ridurre le imposte sui redditi fino a 25mila euro. Seconda novità: nel confermare la riduzione dal 36 al 34% dell’aliquota Irpeg, il Governo annuncia che stanzierà 500 milioni di euro per tagliare il costo del lavoro nel calcolo della base imponibile dell’Irap. Due importanti postille, aggiunte nel documento finale, che hanno convinto Cisl e Uil da un lato (per la parte relativa all’Irpef), commercianti e artigiani dell’altro (per l’Irap) a rompere gli ultimi indugi e a siglare il «Patto per l’Italia». Poco prima della ripresa del lungo negoziato, fissata per le 13,30, era stato proprio il capitolo fiscale a richiedere un supplemento di istruttoria. E si era temuto uno slittamento della sigla alla prossima settimana, perchè il Governo non sembrava disponibile a inserire cifre e impegni finanziari così cogenti. Lo stesso Berlusconi, lasciando momentaneamente Palazzo Chigi, non aveva escluso uno slittamento. Le organizzazioni del lavoro autonomo lamentavano, in particolare, l’assenza, nella prima bozza del documento, dell’impegno finanziario destinato al primo ritocco dell’Irap. Per Cisl e Uil, invece, non era esplicitato con esattezza lo scaglione di reddito sul quale si concentreranno maggiormente gli sgravi Irpef. La soluzione adottata soddisfa per ora entrambi, anche se lo stesso Tremonti non ha fornito ulteriori dettagli, rinviando al confronto che il Governo avrà «sul tema specifico della riforma fiscale», da qui alla prossima Finanziaria (non c’è più il riferimento alle «parti sociali firmatarie del presente accordo»). Lo sconto – ha spiegato – deriverà dalla combinazione di aliquote, base imponibile e deduzioni. «Per ora non è possibile entrare più nello specifico, perché l’attuale struttura dell’Irpef è estremamente complessa. È certo, in ogni caso, che concentreremo gli sgravi sui redditi bassi». Dai primi calcoli, si può dedurre, a titolo di esempio, che un operaio con reddito fino a 8.893 euro l’anno otterrà uno sconto di 576 euro, mentre un pensionato al minimo (516 euro) avrà un beneficio di 287 euro. In risposta alla richieste di artigiani e commercianti, Tremonti ha ricordato che la delega fiscale, in discussione al Senato, prevede il concordato preventivo triennale. Ora un accenno esplicito a tale procedura compare anche nel testo del documento, insieme all’impegno a introdurre forme di contabilità semplificata per le piccole e medie imprese «con riferimento alla mormativa Iva». È stato poi lo stesso Berlusconi a illustrare i restanti punti dell’intesa sul fisco. Chi ha la pensione al minimo «avrà una riduzione del 100% delle imposte». Un pensionato con 18 milioni di reddito potrà avvalersi di uno sconto del 52 per cento. Sarà altresì riconosciuta una specifica deduzione per i lavoratori dipendenti e pensionati «che forfettizzi i costi per spese di produzione del reddito, modulata in base al reddito complessivo».

D.Pes.