Sette milioni in attesa di contratto

10/04/2007
    martedì 10 aprile 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Sette milioni in attesa di contratto

      Chiusa quella degli statali, aperte molte vertenze: dai metalmeccanici ai bancari

        di Felicia Masocco

        ATTESA Chiusa la vertenza dei settori pubblici, la partita dei rinnovi contrattuali è più che mai aperta. I lavoratori che aspettano stipendi un po’ più adeguati al costo della vita si contano a milioni: 9 milioni secondo l’agenzia Agi che tuttavia calcola anche vertenze aziendali, come ad esempio Alitalia. Sfiorano invece i 7 milioni secondo l’Ires Cgil che ha avviato un monitoraggio sui contratti. Nel computo del centro studi del sindacato ci sono tanto le «code» di accordi scaduti e rimasti al palo (i panificatori, i lavoratori delle pulizie e i giornalisti guidano la classifica dell’attesa), quanto contratti scaduti a fine 2006 o in scadenza nei prossimi mesi (metalmeccanici, ferrovieri, commercio sono tra questi).

        Il fattore «tempo» è quello che maggiormente balza agli occhi. Fino a venerdì scorso erano ben 6 milioni i lavoratori con contratto scaduto prima del dicembre 2006 e 4 milioni con contratto scaduto successivamente o che scadrà quest’anno. Dalla cifra vanno ora sottratti gli oltre tre milioni di dipendenti pubblici che il rinnovo l’hanno avuto, ma la sottrazione nulla toglie alle lungaggini, alle scadenze mai rispettate, ai tempi che si sono andati progressivamente allungando. Mentre, si sa, l’inflazione non aspetta. I 186mila dipendenti delle imprese di pulizie, aspettano da 23 mesi e nulla lascia presagire che si arrivi a una soluzione. Le imprese offrono 50 euro lordi d’aumento per il full time, contro i 90 chiesti dai sindacati, e in più vorrebbero non pagare i primi tre giorni di malattia e la maggiorazione del 25% degli straordinari. I 10mila giornalisti aspettano da 25 mesi, gli editori non vogliono neanche sedersi al tavolo delle trattative. I 52 mila lavoratori dei settori gas e acqua il rinnovo lo hanno avuto il nove marzo scorso dopo 15 mesi, i 57 mila delle piastrelle – più fortunati- hanno atteso “solo” nove mesi.

        A 15 mesi dalla scadenza del contratto del turismo, le trattative ristagnano. Non solo. Confcommercio ha presentato le sue proposte che le controparti sindacali hanno giudicato «irricevibili». Così, l’11 maggio tutto il settore sciopera. Il contratto coinvolge 403mila addetti.

        Uno sciopero, per il prossimo venerdì alle 9 alle 17, lo hanno proclamato anche i ferrovieri. Sono 105 mila e oltre che con l’«ordinario» rinnovo (il contratto è scaduto a fine 2006), sono alle prese con una vertenza a tutto tondo: protestano per avere regole comuni per tutte le aziende del settore, per un piano d’impresa finalizzato allo sviluppo, per salvaguardare il potere d’acquisto degli stipendi. Anche gli addetti del commercio sono in piena stagione contrattuale: 1 milione e 800 mila lavoratori che hanno firmato l’ultimo rinnovo nel 2004. Due i grandi nodi, al momento, da affrontare e sciogliere: la flessibilità e gli orari di lavoro e le richieste salariali.

        I metalmeccanici sono oltre un milione e mezzo. Il loro contratto scadrà a fine giugno, ma l’attenzione è già alta se non altro perché da sempre questa vertenza è considerata apripista per l’intera industria. Fiom, Fim e Uilm sono impegnate nella ricerca di una piattaforma comune, ricerca non facile. L’ultimo incontro c’è stato il 2 aprile sono stati fatti passi in avanti per la parte normativa mentre sulla parte salariale restano le distanze tra le organizzazioni. La Uilm-Uil chiede 152 euro, la Fiom-Cgil 130, la Fim-Cisl si ferma a 100 euro. Ostacoli non da poco, e la partita con Federmeccanica non è neanche cominciata. In attesa di rinnovo ci sono gli alimentaristi (400mila), i postali (172 mila) i bancari (349mila). E molte altre categorie. L’Ires ne ha contate più di cinquanta.