“Servono misure su lavoro e sanità”

19/09/2003

 
venerdì 19 settembre 2003

 
Il Fondo monetario internazionale: le proposte del governo sulle pensioni sono solo il primo passo
"Servono misure su lavoro e sanità"
          L´Italia crescerà quest´anno solo dello 0,4 per cento. Deficit-Pil al 2,8
          DAL NOSTRO INVIATO
          ELENA POLIDORI

    DUBAI – Nel giorno del vertice di maggioranza per la Finanziaria il Fondo monetario internazionale dispensa un doppio consiglio all´Italia: alzare l´età pensionabile e incentivare la permanenza al lavoro dei più «anziani». Così il paese può sperare di crescere più di quello striminzito 0,4% a cui gli esperti del Fmi l´inchiodano quest´anno, dopo l´ennesima revisione al ribasso delle stime.
    Ed è un dato inatteso, questo sulla performance del Pil, che rappresenta meno della metà di quello che gli stessi studiosi avevano previsto ad aprile (1,1) ed è anche inferiore alla media Ue (0,5). Ma è coerente con i tagli che arrivano dai principali centri studi italiani e stranieri. L´anno prossimo, inoltre, non sarà roseo: appena l´1,7% di sviluppo. E l´economista del Fmi Kenneth Rogoff, commentando i magri risultati dei primi due trimestri seleziona un termine che fa paura: il paese, al pari della Germania e dell´Olanda peraltro, era «in recessione». Meglio dunque questo minimo 0,4% che niente. Però non basta per stare al passo con il resto del mondo, dove peraltro la ripresa sembra davvero dietro l´angolo.
    Di qui il doppio consiglio del Fmi al governo, su una materia così delicata come le pensioni, con tanto di impostazione contestuale – «la situazione demografica lo impone» – e di aggiunta di speciali cifre. Dall´outlook, la bibbia congiuntural-economica prodotto dal Fondo, s´apprende per esempio che in Italia i lavoratori più vecchi – quelli sopra i 55 anni – che restano al lavoro sono solo il 28% contro il 40% della media Ue e il 50% che dovrebbe essere l´obiettivo indicato dal summit di Lisbona. Perciò, si legge, ben vengano le correzioni «annunciate», sono «importanti e incoraggianti» ma in realtà dovrebbero essere «solo l´inizio di un programma di riforme» che comprende anche il lavoro e la sanità.
    Ora, è vero che il Fondo da sempre va predicando la necessità di nuove e più restrittive misure previdenziali, però in questi casi la tempistica, ancorché casuale come stavolta, finisce per avere una certa valenza. Così come pesa il giudizio di questi stessi esperti sulle misure una tantum varate dal governo, i vari condoni visti (anche qui non certo da oggi )come il fumo agli occhi. Adesso che in Italia si discute di condono il Fondo fa sapere che il rapporto deficit-Pil, pericolosamente a ridosso del tetto proibito del 3% (quest´anno al 2,8 per l´esattezza) è lì «nonostante le una tantum». C´è poi un altro rischio, ben presente: l´inflazione, destinata ad arrivare a fine anno al 2,8%, un livello superiore agli altri partners e alla media europea (2%).