Servizi turistici ancora nel mirino

17/03/2004




        sezione: ECONOMIA ITALIANA
        data: 2004-03-17 – pag: 13
        autore:

        Servizi turistici ancora nel mirino

        MILANO • Gli operatori turistici respingono le accuse di aumentare i listini del settore e quindi di provocare le tensioni inflattive.
        «Il dato relativo a un incremento del 3,5% non convince — commenta Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo Confindustria — nel senso che fino a quando non ci sarà una distinzione delle rilevazioni con bar e ristoranti i dati aggregati sui pubblici
        esercizi saranno sempre poco attendibili. Non risultano incrementi reali dei prezzi anzi si registra un sostanziale ristagno. Semmai il
        vero problema è di come stimolare la domanda per reagire a un momento di crisi che vede gli operatori preoccupati. Addirittura si vedono segnali di regressione».
        Il problema — come sottolineano alla Federalberghi — è relativo più che altro al fatto che la struttura ricettiva italiana è contraddistinta ancora da una presenza di realtà ancora polverizzate. «Stiamo cercando di far leva sui prezzi in tutti i modi — commenta Bernabò Bocca, presidente d i Federalberghi—Confturismo — per recuperare soprattutto la clientela straniera. Nel caso dei clienti americani ad esempio stiamo ragionando prevalentemente in dollari e questo significa che gli operatori turistici si stanno assumendo il rischio di cambio. In parole povere le tariffe rispetto alle quotazioni in euro sui mercati esteri sono abbattute anche del 20-25%.

        Non ci sono tensioni inflattive nel settore anzi c’è una tendenza al contenimento se non al ribasso per stimolare la domanda».
        Gli operatori turistici si battono affinché le Regioni accelerino gli investimenti sul piano promozionale. «Nei poli turistici a maggior densità — spiega Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti — i prezzi sono super ribassati proprio per andare a sostenere la domanda di turismo stagionale. Non vedo assolutamente tensioni inflattive. Semmai qualche ritocco è stato notato nelle
        città d’arte o nel segmento affari.
        Ma in generale la stabilità dei listini, in un momento come questo, è sicuramente garantita». Confesercenti ricorda che sugli operatori locali invece si stanno abbattendo
        pesanti rincari delle tariffe e questo sta da un lato erodendo i margini delle imprese e dall’altro creando delle pressioni.