SERVIZI NELLE CASERME: CONTINUA LO STILLICIDIO DEI TAGLI ALL’OCCUPAZIONE E ALL’ORARIO DI LAVORO, MANIFESTAZIONE NAZIONALE LUNEDI’ 7 MAGGIO

02/05/2007

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

2 maggio 2007

SERVIZI NELLE CASERME: CONTINUA LO STILLICIDIO DEI TAGLI ALL’OCCUPAZIONE E ALL’ORARIO DI LAVORO, MANIFESTAZIONE NAZIONALE LUNEDI’ 7 MAGGIO

Lunedì 7 maggio, i lavoratori delle imprese che forniscono i servizi di pulizia, ristorazione e manovalanza nelle caserme delle forze armate manifest ano dinnanzi al ministero della Difesa – via XX Settembre, Roma, dalle 10 alle 17 – per richiamare il ministro agli accordi firmati e alle garanzie fornite circa l’occupazione.

In particolare, l’accordo del 10 novembre 2006 stabiliva che non vi sarebbero stati ulteriori tagli rispetto ai livelli di impiego e di orari raggiunti nell’anno, posto che nel corso del 2006 vi era stata una pesante riduzione dei posti di lavoro.

«L’accordo e le garanzie connesse, confermate anche a voce dal sottosegretario onorevole Verzaschi – dicono i segretari di Filcams e Filt Cgil, Fisascat e Fit Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti Uil –, veniva ribadito in due successive riunioni a gennaio e febbraio, dopo il voto della Finanziaria, elemento questo fondamentale per la conferma degli stanziamenti».

Invece, a pochi mesi di distanza, la situazione è completamente mutata.

«La ristorazione – spiegano i sindacalisti – ha assegnato le gare d’appalto, tuttavia molte assunzioni del servizio all’interno delle caserme mette in forse il mantenimento del livello di occupazione.

«Nelle pulizie non ci sono state le assegnazioni e dunque si va avanti con rinnovi mensili dei contratti, spesso con aziende diverse e con richieste, nei passaggi, di tagli all’occupazione e agli orari anche del 25-30%.

«Nei servizi di manovalanza vi è invece un taglio del 35% direttamente nei bandi di gara rispetto agli impegni richiesti nei bandi dello scorso anno.

«Questa situazione ha già prodotto – specificano i segretari delle federazioni sindacali – decine di licenziamenti e la riduzione degli orari di lavoro settimanali per migliaia di lavoratori. Tutto questo a fronte di un accordo non rispettato».

Il malessere del settore e lo sconcerto per pattuizioni rimaste lettera morta sono accentuati dall’atteggiamento del ministro Arturo Parisi che finora, sebbene più volte sollecitato, si è sottratto al colloquio e al confronto.