“Servizi” Liberalizzazioni: ai ministri l’«agenda» di Rutelli

13/11/2006
    sabato 11 novembre 2006

      Pagina 9 – Primo Piano

      Liberalizzazioni, ai ministri l’ �agenda� di Rutelli

        Il piano del vicepremier presentato ieri in consiglio. Aperti ai privati tutti i servizi pubblici locali

          Federico Fubini

            Il documento � arrivato in Consiglio dei ministri oggi e quando il vicepremier Francesco Rutelli lo ha fatto circolare, per Romano Prodi non � stata affatto una sorpresa. Era stato in realt� il presidente del Consiglio a dare il suo benestare al leader della Margherita perch� il suo �manifesto sulle liberalizzazioni� venisse distribuito ai ministri. I due ne avevano parlato giorni fa, quando il vicepremier aveva portato a Prodi quello stesso documento a Palazzo Chigi marted� scorso.

            Non � una proposta di legge, ma un atto d’ indirizzo su diciassette pagine – si legge nel frontespizio – per �porre al centro il cittadino-consumatore�. Sono in realt� anche le parole con le quali il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani aveva lanciato il suo decreto di luglio sull’ apertura alla concorrenza in dodici settori, dai taxi ai farmaci. E qualcuno pu� aver visto nella mossa del vicepremier una nuova puntata della competizione strisciante fra Ds e Margherita per la paternit� delle riforme. Ne parla Europa in un’ editoriale di ieri, e lo stesso Bersani sull’ Unit� suona in realt� freddo sulle proposte di Rutelli per delineare una �fase due�. Quella che, in teoria, dovrebbe entrare nel vivo quando il governo avr� condotto in porto la Finanziaria.

            Certo per� l’ idea di un rapporto articolato sulle liberalizzazioni non nasce all’ improvviso. Sulle proposte di merito lo stato maggiore della Margherita aveva lavorato in un week-end a Frascati nel quale Glocus, il �pensatoio� di Linda Lanzillotta, ha chiamato a raccolta i riformisti dentro e fuori dalla politica. Ma per Rutelli elencare una lunga lista di proposte adesso, nel pieno del lavoro del Parlamento sulla Finanziaria, ha probabilmente un significato oltre al merito delle proposte. �La bicicletta sta in piedi se pedala – dice Bersani -. Se l’ azione di governo si caratterizza con tratti di cambiamento�. E che ci sia o no rivalit� fra riformisti, il rutelliano �manifesto delle liberalizzazioni� punta senz’ altro per dare una prospettiva per il dopo-Finanziaria.

            Il documento � infatti una sorta di �agenda Giavazzi� in lingua amministrativa. Lo � nei campi gi� toccati dalle misure di luglio, a partire dai trasporti urbani: stavolta si ignorano i taxi e si punta a aprire il mercato di tutti i servizi alternativi. Compare poi la proposta di gare aperte ai privati per i servizi pubblici locali e di liberalizzazioni per quelli aeroportuali. Ma il vero test arriver� sui terreni �vergini�: dalla cessione di Snam Rete Gas da parte dell’ Eni, a costi e tariffe delle Ferrovie, agli aumenti basati sul merito per il pubblico impiego.