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Servizi Italia 15, 9 dipendenti licenziati sull’ingresso dell’azienda

06/06/2017
Caltagirone_ServiziItalia-BIG

E se una mattina, recandovi come ogni giorno sul posto di lavoro, veniste bloccati all’ingresso della vostra sede e vi venisse impedito di entrare, con la minaccia di coinvolgere le forze dell’ordine, pensereste ad un incubo?

Invece è la triste realtà. è il trattamento che l’azienda Servizi Italia 15, Gruppo Caltagirone Editore, ha riservato a lavoratrici e lavoratori che per oltre 20 anni hanno prestato servizio all’interno del gruppo editoriale. Un trattamento “speciale” nei confronti dei dipendenti della sede di Mestre, 9 in totale, ai quali è stata consegnata, all’ingresso, la lettera di licenziamento collettivo.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs considerano questo atto disumano oltreché spietato, un aggravio ulteriore nella già complicata vicenda dei lavoratori del Gruppo.

A seguito infatti della procedura di licenziamento collettivo avviata a marzo, le Organizzazioni Sindacali insieme alle RSA/RSU hanno tentato di portare avanti una trattativa che evitasse, o almeno riducesse, il numero degli esuberi dichiarati e l’impatto sociale che i licenziamenti avrebbero avuto sul personale coinvolto.

19 persone tra le sedi di Mestre, Roma e Napoli, con un’età media di 50 anni, dipendenti da oltre 20 anni, prima dei quotidiani il Gazzettino, il Messaggero ed il Mattino, poi di Servizi Italia 15, si sono visti , è proprio il caso di dirlo, messi alla porta.

Il mancato raggiungimento di un accordo sulla procedura ha purtroppo automaticamente dato il via ai licenziamenti, con le conseguenze sociali ed economiche che questo inevitabilmente comporterà per gli interessati.

Le Organizzazioni Sindacali denunciano che tale comportamento è lesivo della professionalità e dignità delle persone, e mostra la volontà di un’Azienda che sta disperdendo e sgretolando il patrimonio umano, le competenze e il legame fiduciario che lavoratrici e lavoratori avevano in essa riposto.

Esprimono la solidarietà totale nei confronti dei lavoratori della sede di Mestre e di tutti quelli coinvolti nel licenziamento collettivo.