“Servizi” Il documento di Francesco Rutelli

13/11/2006
    sabato 11 novembre 2006

      Pagina 9 – Primo Piano

      Liberalizzazioni, ai ministri l’ �agenda� di Rutelli

      �Cos� il Paese
      diventer�
      competitivo�

      di Francesco Rutelli

      il Documento

      Il Governo intende muoversi nell’ ambito di un progetto che leghi la manovra di finanza pubblica per il 2007 con un nuovo pacchetto di interventi per rafforzare l’ orientamento alla crescita delle misure della Finanziaria. Per realizzare tale obiettivo � necessario passare a ulteriori interventi per la competitivit� e la modernizzazione del Paese. In quest’ ottica, sono state enucleate proposte da tradurre in un disegno di legge collegato ad hoc, gi� preannunciato nel Dpef , destinate ad incidere in settori strategici per aprire i mercati e stimolare la modernizzazione del Paese.

      1. Servizi pi� efficienti per i cittadini
      Si prevede di adottare misure volte a rendere pi� efficienti i servizi pubblici locali. In particolare, al fine di garantire la capacit� e la professionalit� del soggetto erogatore del servizio si introduce il principio generale dell’ affidamento del servizio mediante gara pubblica. In parallelo si riduce la possibilit� di affidare lo svolgimento del servizio a societ� controllate dall’ amministrazione aggiudicatrice al solo caso in cui la societ� affidataria sia un vero e proprio braccio operativo dell’ ente pubblico che svolge il servizio (…).

      2. Reti e servizi di trasporto efficienti
      Si propone la piena liberalizzazione del mercato dell’ offerta per il trasporto locale �innovativo�, riguardante cio� i servizi a chiamata e i servizi negoziati con i clienti (scuolabus, navette per alberghi, bus turistici, servizio di noleggio con conducente, centrali urbane a chiamata).

      Ci si pone inoltre l’ obiettivo della liberalizzazione dei servizi a terra negli aeroporti nazionali (le attivit� di �handling�). Al crescere del traffico � inoltre probabile che le rendite provenienti dai servizi �lato terra� (quali quelli ottenuti da esercizi commerciali e parcheggi) crescano sensibilmente. Risulta pertanto opportuno porre l’ obbligo per il gestore aeroportuale di destinare una parte di tali rendite al finanziamento dello sviluppo della struttura aeroportuale, comprese le infrastrutture di accesso all’ aeroporto.

      Si valorizza inoltre la crescita dimensionale e la modernizzazione delle imprese di autotrasporto: a tale obiettivo devono essere finalizzati gli aiuti previsti dalla normativa vigente. Poich� questi non sono sostenibili nel lungo periodo per contrasto con la normativa comunitaria, occorre definire un orizzonte entro il quale si annulleranno.

      Si prevede inoltre un atto di indirizzo del governo per realizzare una due diligence sui conti di Trenitalia e dell’ intera holding FS. Verr� anche definita la data entro la quale Fs Spa cesser� dalla funzione di holding di Trenitalia e RFI. Si prevede inoltre, l’ attribuzione delle funzioni regolatorie sulle tariffe di accesso alla rete a un soggetto terzo. Va rilevato che l’ attuale livello dei pedaggi non consente di coprire la totalit� dei costi correnti di Rfi, ma solo di circa un terzo. Questo ha lasciato sulle spalle della finanza pubblica un onere molto rilevante (circa 1,3 miliardi di euro l’ anno, esclusi gli investimenti, prima dei tagli dell’ ultima Finanziaria).

      Si definisce poi l’ accelerazione dei tempi al fine di sperimentare subito un po’ di concorrenza su alcune linee ferroviarie per servizi di media e lunga percorrenza, per poi estenderla all’ intera rete. Vale infatti la pena di ricordare che, in genere, i Paesi che hanno aperto per primi i loro mercati, in gran parte dei servizi, sono quelli dove sono cresciute le imprese pi� forti, poi rivelatesi capaci di competere in altri Paesi.

      Si prevede inoltre l’ istituzione di un’ Autorit� per le reti di trasporto e i trasporti. L’ attuale ripartizione delle competenze tra soggetti diversi (ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enac, Anas, Rfi, Cipe) non appare pi� sostenibile. In alcuni casi il regolatore � anche regolato (Rfi, Anas), in altri non � dotato di indipendenza dal potere politico e, anzi, coincide con esso (Cipe e Ministeri); l’ Enac, pur avendo elevate competenze tecniche, � pur sempre un’ agenzia ministeriale.

      3. Energia
      Si afferma il principio che le reti energetiche non devono essere partecipate da imprese dei rispettivi settori. L’ obiettivo � quello di favorire una gestione delle reti pro-competitiva (condizione necessaria per consentire la costruzione di rigassificatori), anche attraverso un’ accelerazione delle modifiche al Titolo V della Costituzione. Lo stesso principio deve valere per altre infrastrutture, in particolare per quelle di stoccaggio del gas. Inoltre, liberando risorse e promovendo operazioni di crescita dimensionale, si consente agli operatori nazionali di competere sui mercati esteri. Questo avviene garantendo anche agli operatori internazionali la parit� di accesso alla rete ma allo stesso tempo prevedendo il principio di non contendibilit� della rete. In analogia con quanto fatto nel settore elettrico si afferma il principio che per rientrare nei tetti antitrust Eni deve: cedere ad operatori terzi parte dei contratti di importazione di lungo periodo da essa detenuti; cedere ad operatori terzi parte della produzione nazionale (oggi praticamente monopolizzata da Eni). L’ obiettivo � limitare l’ eccessiva concentrazione nel mercato gas all’ ingrosso. Inoltre si stabilisce che, nel settore elettrico, venga attribuito all’ Autorit� il diritto di stabilire se un operatore dominante ha il dovere di dare in affitto a terzi certi impianti di generazione.

      4. Tutela di consumatori e utenti
      Si prevede l’ obbligo, per tutte le amministrazioni e gli enti che hanno rapporti con il pubblico, di prevedere strumenti di consultazione sul grado di soddisfazione degli utenti e regole sulla pubblicit� degli esiti di tali consultazioni. Ci si ricollega alla previsione della Class action, estendendola alla possibilit� di ricorso da parte di categorie omogenee di cittadini. Almeno in una fase iniziale, si ritiene preferibile introdurre l’ azione collettiva solamente per i casi di minore entit� (disguidi in materia di trasporti o fornitura di servizi quali quello idrico, elettrico o telefonico), che sono nei fatti prive di tutela, in quanto chi ne � vittima rinuncia ad intraprendere azioni legali a causa dei costi rispetto all’ esiguit� del danno.

      5. Ammortizzatori sociali
      Il governo adotta strumenti volti a garantire ammortizzatori sociali a favore dei soggetti che operano nei settori oggetto delle liberalizzazioni. Fermi restando i principi vigenti in materia di concorrenza e tutela del mercato nonch� le norme sugli aiuti di Stato, saranno inoltre previsti incentivi per stimolare i processi virtuosi di aggregazione e crescita dimensionale per le aziende pubbliche e private operanti nel campo dei servizi pubblici locali.

      6. Pubblico impiego funzionale
      Il governo � delegato ad emanare uno o pi� decreti volti a prevedere la possibilit� per le pubbliche amministrazioni di stipulare fra loro accordi per lo svolgimento in comune di funzioni esecutive (centralino, facchinaggio, trasporto di cose e persone) e non specialistiche (gestione della contabilit� e del personale), anche congiuntamente a soggetti privati, prevedendo incentivi anche con l’ utilizzo dei risparmi realizzati attraverso l’ applicazione di tale misura e riversandoli alle amministrazioni virtuose.

      La percentuale del turn over relativo alle assunzioni per gli impieghi pubblici statali a tempo indeterminato deve essere rimpiazzata in modo selettivo con particolare riguardo al fabbisogno di personale laureato. Si stabilisce inoltre che per i dipendenti pubblici gli aumenti ulteriori rispetto al recupero dell’ inflazione sono erogati ex post solo a fronte di accertati aumenti di produttivit� e qualit� del servizio (esempio: nella sanit� riduzione delle liste di attesa). Le societ� comunque partecipate da soggetti pubblici sono tenute a pubblicare le retribuzioni omnicomprensive degli amministratori e di tutti i dirigenti.

      7. Il riordino delle Autorit�
      Si prevedono i principi e i criteri cui dovr� ispirarsi una riforma delle autorit� indipendenti volta a garantirne insieme il riordino ed il potenziamento. Condizione perch� i mercati funzionino in maniera trasparente ed efficiente, �, infatti, che gli stessi siano affidati alla vigilanza di Autorit� forti ed indipendenti, nonch� dotate dei necessari poteri di regolazione, ispezione e sanzione.

        I PUNTI

        1 – Servizi/Affidamento con gare pubbliche per i servizi locali
        2 -Trasporti/Liberalizzazione piena del trasporto �innovativo�
        3 – Energia/Reti energetiche non partecipate da aziende del settore
        4 – Utenti/Tutela dei consumatori e degli utenti
        5 – Tutele/Ammortizzatori sociali per i settori liberalizzati
        6 – Efficienza/Amministrazione pubblica efficiente e trasparente
        7 – Authority/Riforma delle Autorit� indipendenti