“Servizi” Fuga in Austria, il notaio è low cost

20/11/2006
    luned� 20 novembre 2006

    Pagina 29 – Cronaca

    Uno studio legale organizza le trasferte: nelle aree dell�ex impero austro-ungarico vige ancora il codice di Sissi

      Fuga in Austria, il notaio � low cost

      Da Bolzano a Innsbruck, per registrare contratti si spende un terzo

        I promotori:
        cos� impareranno
        cos�� la concorrenza.
        La replica dei
        professionisti italiani:
        pratiche senza seri controlli

          dal nostro inviato
          JENNER MELETTI

          BOLZANO – Una calcolatrice, un indirizzo, un biglietto ferroviario. Con queste armi un novello Davide cerca di abbattere un potente Golia: l�insieme dei notai italiani. �Non vogliamo fare la guerra a questi professionisti. Ma facciamo in modo che anche loro conoscano una parola fino ad oggi sconosciuta: concorrenza. Solo cos� riusciremo ad abbassare le loro parcelle�. Il nuovo Davide abita in via Brennero 3, nella sede del Centro tutela consumatori e utenti di Bolzano. La �fionda� usata �, come allora, molto semplice: chi compra una casa viene mandato a Innsbruck, in Austria, e con un viaggio di appena 120 chilometri riesce a risparmiare i due terzi dell�onorario di un notaio italiano. �Non si tratta mai di pochi euro. Chiunque sia entrato in uno studio notarile sa bene come ne � uscito�.

          Una scrivania con due telefoni e un computer. La prima arma � la calcolatrice. �Mettiamo il caso – dice Mathias Breitenberger, 32 anni, dottore in legge e responsabile dell�ufficio legale del Centro, settore edilizia – che lei voglia comprare un bell�appartamento qui a Bolzano, concordando un prezzo di 700.000 euro. Se va dal notaio, per l�onorario (autentica delle firme e stesura del contratto) spender� 4.360 euro. Se fosse prima casa spenderebbe, con il taglio del 30% imposto alle tariffe dal governo attuale, 3.052 euro, ma solo se la compravendita avviene fra privato e privato. Se compra da un�impresa questo sconto non c��. Ragioniamo dunque su 4.360 euro. Noi del Centro prepariamo il contratto e con questo lei va a Innsbruck, all�indirizzo del notaio Erwin Fischer, che per l�autenticazione delle firme le chieder� – questo il suo tariffario rapportato all�importo del contratto – 215,40 euro. Il contratto, come detto, lo prepariamo noi, che facciamo assistenza legale. Per questo documento chiediamo esattamente 1/3 del tariffario notarile, ed i 4.360 euro si riducono a 1.453. Da questi detraiamo anche i 215,40 euro che lei ha speso dal notaio austriaco, e cos� la sua spesa sar�, in totale, di 1.237,60 euro. Penso valga la pena di fare un viaggio di poco pi� di un�ora, in treno o in auto. Perch� non facciamo autenticare le firme da un notaio italiano? Perch� questi non accetta di fare solo l�autenticazione. Anche se il contratto � preparato da noi, chiede sempre l�onorario completo�.

          Tutto questo � possibile grazie all�amata pricipessa Sissi ed ai suoi antenati. A Bolzano (come a Trento e in parte del Friuli e del Veneto, vale a dire nei territori italiani gi� soggetti all�impero austro – ungarico) resiste ancora il �sistema tavolare� o Libro fondiario, nato in Boemia e accolto nel codice civile austriaco nel 1811. Anche dopo la seconda guerra mondiale le trasferte presso i notai austriaci erano un�abitudine: in Val Pusteria, ad esempio, il 70% dei contratti veniva registrato oltre confine. Una sentenza del tribunale di Bolzano ha annullato questa possibilit�, ma la corte d�appello nel 2004 ha ripristinato l�antico diritto. �In questi ultimi mesi – dice Mathias Breitenberger – solo noi abbiamo convalidato in Austria 50 contratti, e tutti sono stati registrati e accettati dal giudice del Libro Tavolare. I notai di Innsbruck hanno gi� autenticato le firme per almeno 200 compravendite fra italiani�.

          L�iniziativa del Centro consumatori, anche se i numeri sono ancora piccoli, fa arrabbiare molto i 23 notai di Bolzano. �Questi del Centro – dice Paolo Pantozzi, notaio e presidente del consiglio notarile di Bolzano – invece di assistere i consumatori e proteggerli da eventuali abusi dei professionisti, si vogliono sostituire a noi, ci fanno concorrenza. E sono pure finanziati, in questa impresa, con i soldi pubblici della Provincia. I notai austriaci si limitano a vidimare le firme, senza controllare i contratti, e cos� pu� succedere che qualcuno provi a vendere anche il Colosseo. Siamo arrabbiati, anche per una questione di immagine. Ci fanno passare per esosi, e non dicono che noi dobbiamo fare tanti controlli: antiriciclaggio, identificazione delle persone, copia documenti che debbono essere tenuti per 10 anni a disposizione di tutti… A Innsbruck, una firma e via. Ma chi assicura che i contratti siano poi registrati all�agenzia delle entrate, in Italia, per le tasse? Noi siamo intervenuti e abbiamo saputo che i contratti arrivano all�ufficio tavolare poi nessuno controlla che le tasse vengano pagate. A proposito: il Centro che prepara i contratti, presenta poi le fatture? Spero davvero che lo faccia. E poi ci sono anche quelli che noi chiamiamo i trafficoni. Sono persone senza volto che accompagnano gli italiani in Austria, li portano nell�ufficio di un notaio e i contratti non risultano poi da nessuna parte�.

          A Trento – anche qui il treno per l�Austria � sempre pi� affollato – i notai hanno denunciato il reddito pi� alto d�Italia: 920.000 euro a testa. Quelli di Bolzano non sono nelle graduatorie finite sui giornali, ma la scritta apparsa in via Conciapelli, �Vivo a stento�, non � certo opera di un notaio. I redditi italiani provocano invidia nella vicina Innsbruck. �Qui da noi – dice Erwin Fischer, il notaio che riceve gli italiani – chi guadagna 100.000 euro all�anno � gi� sopra la media�. Continuer� a ricevere e ad autenticare. �Non � una scelta. Per noi notai autenticare la firma di chi si presenta � un dovere�.

          La battaglia di Davide gi� all�inizio promette sviluppi interessanti. �Con la nostra iniziativa – dice Mathias Breitenberger – vogliamo fare capire anche a Roma che certe leggi si possono e si debbono cambiare. Certi privilegi sono assurdi. Le accuse del consiglio notarile? Ho sentito di peggio. Nel sito dei praticanti notai hanno scritto che fare un contratto da noi � come comprare merce dai marocchini. Ma i nostri primi 50 contratti sono stati depositati all�ufficio del libro fondiario, controllati e giudicati perfettamente in regola. Forse la parola "concorrenza" sar� davvero conosciuta anche da chi mai l�aveva sentita nominare�.