Servizi e consulenze nel futuro della nuova Hp

14/10/2002

ItaliaOggi.it (Copertina)
Numero
243, pag. 9 del 14/10/2002
Pagine a cura di Francesco Fulvio Castellano

Servizi e consulenze nel futuro della nuova Hp
La sfida è con Ibm

Da un punto di vista puramente numerico non si può dire che l’avventura della nuova Hp, dopo l’acquisizione di Compaq, sia cominciata in modo scintillante. Il battesimo del trimestre, in tempo di crisi, è difficile per la nuova Hp. Come si ricorderà, il top management ha dovuto affrontare pesanti critiche interne ed esterne prima di ottenere dagli azionisti l’approvazione dell’accordo, e ora che zampillano i risultati del terzo trimestre fiscale, il primo in cui Hp presenta un bilancio consolidato, il fatturato è in calo del 9% rispetto al trimestre precedente (dove si possono sommare i fatturati delle due società): 16,5 miliardi di dollari contro 18,2. Comunque, in linea con le previsioni degli analisti, che si aspettavano un fatturato di 16,7 miliardi.

Del resto far approvare la fusione è stato solo il primo degli impegni assunti dal ceo di Hp Carly Fiorina e da quello di Compaq, Michael Capellas, oggi presidente di Hp. È in corso ora il lungo e complicato lavoro d’integrazione delle due aziende, che per forza di cose distoglie dirigenti, dipendenti e consulenti dall’obiettivo istituzionale di creare valore. ´Nei primi 100 giorni’, commenta Fiorina, ´ci siamo concentrati nel raggiungere gli obiettivi di integrazione delle due organizzazioni. Per il secondo semestre siamo in linea con le previsioni. Non c’è dubbio che il primo trimestre di lavoro congiunto sia stato davvero una sfida’. Eppure la situazione sembra più delicata di quanto non dica il -9% nel fatturato. Nell’ultimo trimestre Hp è andata molto bene nel mercato delle stampanti e dei prodotti di imaging, con un fatturato di 4,7 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto al 2001 e solo -3% rispetto al secondo trimestre. Ma i margini del settore attendono l’impatto dell’arrivo dei dati di Dell, l’azienda con la catena produttiva più efficiente dell’Ict. La divisione Enterprise systems group, che include un’ampia gamma di infrastrutture e soluzioni It per le aziende, ha fatturato 3,8 miliardi di dollari, cioè -22% rispetto a un anno fa e -8% sul trimestre precedente. Sul fronte server, dove i margini sono ben maggiori e si può vendere una considerevole quota di servizi accessori, Hp e Compaq sono i due big che hanno maggiormente perso fatturato nel trimestre. Le vendite di Ibm sono scese del 7,8%, quelle di Sun e Dell del 3,5. Il mercato nel complesso è passato da 11,6 a 10,1 miliardi di dollari, ovvero -12,8% (i dati sui server del grafico sono di Gartner). Nel mercato dei servizi, infine, Hp ha fatturato 3 miliardi di dollari, -7% rispetto allo stesso periodo 2001 e -3% rispetto al trimestre precedente. Ma un piccolo dispiacere l’ha sofferto quando quest’estate Ibm ha soffiato ad Hp la parte consulenza e servizi di PricewaterhouseCooper a cui era particolarmente interessata.

Il commento
degli analisti

Secondo analisti di Dataquest non si vedranno importanti novità nel prossimo anno e mezzo, che sarà invece dedicato all’integrazione delle risorse tra Hp e Compaq nel campo di servizi, a oggi 65 mila addetti: ´Il loro obiettivo è sicuramente trasformare quella che oggi è la più grande organizzazione di supporto alle infrastrutture It in una società di servizi di tipo full-service come Ibm, probabilmente attraverso alcune acquisizioni in quelle aree in cui deve costruirsi velocemente delle competenze’. Il fallimento dell’acquisizione di PricewaterhouseCoopers, finita nella mani di Ibm, e della divisione di disaster recovery di Comdisco andavano proprio in questa direzione, ma nel breve termine la strategia di Hp consisterà, secondo la società di consulenza Summit strategies, soprattutto nel cercare di trarre il massimo vantaggio dalla combinazione dei punti di forza in alcuni segmenti di tecnologia orizzontale, come Microsoft exchange, e in segmenti verticali come le telecomunicazioni, in cui Hp vanta le sue migliori competenze. ´Mettere insieme competenze di consulenza proprie di livello paragonabile a quelle di Ibm o Eds richiederà molto tempo’, dicono alla Summit, ´e, nel frattempo, Hp dovrà affidarsi particolarmente ai partner’. Ma è proprio nella capacità di generare valore per i propri clienti attraverso partnership strategiche e consolidate che Hp intende rafforzare il proprio ruolo di leader, contribuendo all’innovazione tecnologica di tutte le imprese.

La situazione
italiana

Ricalcando l’organizzazione internazionale, Hp in Italia, guidata da Nicola Aliperti, che ha mantenuto la carica di amministratore delegato, si è strutturata in quattro business group: l’Enterprise systems group, diretto sempre da Nicola Aliperti, che ha l’obiettivo di fornire alle imprese le infrastrutture tecnologiche (server, storage, software) e le soluzioni, lavorando a stretto contatto con i partner; Hp services, guidato da Tino Canegrati, che ha la missione di fornire risorse e servizi innovativi e mission critical per garantire ai clienti il massimo livello di consulenza e supporto; Imaging and printing group, sotto la direzione di Danilo Cazzola, con soluzioni per le imprese e i consumatori che spaziano dalle stampanti ai dispositivi multifunzione e di imaging digitali, come foto/videocamere e scanner, oltre a tutti gli accessori e i materiali di consumo; Personal systems group, diretto da Manuel Spangaro, che ha l’obiettivo di consolidare la leadership nel mercato dei personal computer, offrendo prodotti all’avanguardia e soluzioni per la mobilità (notebook e desktop, workstation, thin client e palmari).

La nuova Hp nasce in un momento di congiuntura sfavorevole, che non lascia intravedere spiragli di ripresa nel breve periodo. Aliperti ha il difficile compito di completare il processo di integrazione, mantenendo un alto livello di focalizzazione su un mercato che, in questa fase, vede una competizione agguerrita tra le aziende del settore It.

Secondo Aliperti, le imprese stanno affrontando una fase di grande incertezza, dovuta alla crisi globale del mercato, e questo a volte le induce a una cautela eccessiva nella gestione degli investimenti, alimentata da un clima generale di sfiducia. Negli ultimi 12 mesi la pressione competitiva è aumentata notevolmente, non solo per gli operatori Ict, ma per tutte le aziende, che devono saper interpretare i fenomeni di cambiamento modificando velocemente le loro strategie di business e il loro approccio al mercato. In questo le tecnologie It dimostrano al meglio il proprio ruolo: essere uno strumento di aiuto alle imprese nel creare efficienza per cogliere, gestire e indirizzare nuove opportunità.

Anche in Italia, che ha sempre vantato un’imprenditoria creativa e capace di grande flessibilità, l’apporto di strumenti che integrino e rendano flessibili i processi delle imprese, che supportino la capacità di interpretazione e di analisi del mercato e che snelliscano le relazioni con i clienti, è indispensabile per restituire competitività alle aziende. ´Dal contatto con imprenditori e manager cogliamo diversi segnali positivi’, continua Nicola Aliperti. ´Molte imprese stanno infatti instaurando un filo diretto con noi proprio per capire come indirizzare i loro investimenti. Alcuni settori danno forti segnali di ripresa, basti pensare ai progetti che si collocano all’interno dei piani governativi e regionali per l’e-government, miranti a semplificare la vita dei cittadini e delle imprese, oppure alla galassia dei nuovi servizi legati ai dispositivi mobili in risposta alle nuove esigenze di mobilità delle imprese. Inoltre’, conclude Aliperti, ´dal contatto diretto con i nostri clienti, che abbiamo mantenuto costante durante tutto il processo di integrazione, emerge come il merge con Compaq abbia rafforzato il nostro ruolo di azienda leader nel mercato Ict e i risultati che stiamo registrando premiano questo impegno’.

L’offerta
dei servizi Hp

Tra le strategie che Hp ha già definito dopo la fusione con Compaq risalta quella nel settore dei servizi. L’obiettivo è rafforzare l’offerta di servizi di consulenza It e a supporto dei processi di business, accanto a quelli di infrastruttura, su cui fino a oggi Hp si è maggiormente concentrata. E in prospettiva si dedicherà a costruire le competenze per conquistare clienti anche nella fase di progettazione delle applicazioni attraverso servizi di integrazione, gestione e migrazione. Si è conclusa anche in Italia la riorganizzazione di Hp services, con l’integrazione di Compaq global services e la creazione di tre gruppi: Consulting & Iitegration, che si occuperà di progettazione e consulenza di infrastrutture e architetture It; Customer support, che si dedicherà all’assistenza tecnica, e Managed services, dedicata alla gestione in outsourcing dei sistemi. In tutto 1.500 persone, con un giro d’affari previsto per la fine del 2002 di circa 570 milioni di euro, pari a una crescita di oltre il 10%, secondo Tino Canegrati, general manager di HP services. Un fatturato generato per metà dai servizi di supporto tecnico legato ai prodotti Hp e di terzi, sia alle aziende sia ai professionisti SoHo, ma che cresce soprattutto nella componente dell’outsourcing e che in qualche caso è già in grado di fornire servizi completi, compresa la consulenza fino all’applicativo, come per esempio per il billing nelle telecom, il Crm e i portali B2E.

In particolare, sono cinque le aree in cui la nuova Hp intende focalizzarsi: i servizi di governo dell’It e del business, legati al software di gestione OpenView; i servizi per l’infrastruttura It, in ottica mission critical, area in cui la società vanta oggi le sue migliori competenze; i servizi per l’impresa estesa, ovvero per l’integrazione del Si interno con quello di fornitori, clienti e partner; i servizi per gli ambienti aperti, eterogenei e complessi; i servizi di tecnologia di prossima generazione, per ottimizzare gli investimenti già fatti e l’evoluzione di h/w e s/w.

Canegrati traccia anche la mappa delle best practice di Compaq e della vecchia Hp nei diversi servizi offerti. ´Compaq ha rivelato competenze superiori nei cosiddetti open environment basati su Microsoft, negli ambienti mission critical di tipo clustering Nt, mentre Hp era più specializzata negli ambienti Unix molto complessi; mentre nei servizi per l’impresa estesa, Hp era più competitiva nel billing e Compaq nel front management’.

Sono tre secondo Canegrati i benefici della fusione nel campo dei servizi: una marcata complementarietà nelle diverse aree di servizi, e, dove questa non c’è, una massa critica che permette una maggiore presenza territoriale, migliori percorsi evolutivi delle professionalità, nonché una migliore gestione dei picchi di domanda; terzo beneficio una buona complementarietà nella presenza sui clienti: ´E per quanto possa sembrare impossibile, fatta eccezione per i large account, dove eravamo presenti entrambi, nelle banche e nelle industrie dove c’è Hp non c’è Compaq’. Il peso del business dei servizi sul fatturato di Hp italiana prima della fusione era più alto che in ogni altro paese europeo, circa il 25%, e dopo l’acquisizione Compaq la filiale italiana se non è la prima è la seconda a livello europeo, e terza a livello mondiale.