“Servizi” Arriva la rivoluzione delle professioni

09/11/2006
    gioved� 9 novembre 2006

    Pagina 9 – Politica

      PRONTO IL TESTO STUDIATO CON BERSANI: A PALAZZO CHIGI LA PROSSIMA SETTIMANA

      Arriva la rivoluzione
      delle professioni
      Mastella stringe i tempi

        il caso
        PAOLO BARONI

          ROMA
          I guru della Roland Berger, una delle principali societ� di consulenza strategica del mondo, hanno dato voti alle liberalizzazioni italiane. Risultato? Il Belpaese � rimandato. Spiega Roberto Crapelli, amministratore delegato della filiale italiana del gruppo: �In Italia c’� ancora molto da fare per realizzare la liberalizzazione dei mercati, ma anche dove qualcosa � stato fatto, i consumatori e le imprese non ne hanno approfittato�.

          Le cause? Vanno ricercate �in una resistenza passiva del sistema e in un problema culturale – spiega ancora Crapelli -. La buona notizia � che le opzioni sono ancora aperte. Il rischio � dovuto al fatto che dobbiamo realizzare riforme strutturali nei prossimi 36-48 mesi�. Le elaborazioni Roland Berger partono dall’indicatore sintetico dell’Ocse Product Market Regulation (PMR) che riassume le politiche interne ed esterne (controllo dello Stato, propriet� pubblica e coinvolgimento nell’economia, barriere all’imprenditorialit�, capacit� amministrativa e regolamentare, oneri amministrativi su imprese start-up, barriere alla concorrenza.

          Stando ai valori illustrati ieri a Roma emerge chiaramente che la capacit� di competere del sistema Italia � in calo. L’Italia risulta il quinto mercato pi� regolamentato al mondo dopo Ungheria, Messico, Turchia e Polonia. Mentre i livelli pi� bassi si registrano in Australia, Regno Unito, Islanda e Stati Uniti.

          Analizzando la situazione italiana in dettaglio emerge un quadro quanto mai incerto. I benefici della liberalizzazione nell’energia – spiega il rapporto – ad esempio oggi sono stati conseguiti solo dai grandi clienti, nelle acque ad un aumento delle tariffe non � corrisposto un aumento dell’efficienza di sistema o di soddisfazione degli utenti. Pur in presenza di un quadro legale completo la concorrenza nei trasporti ferroviari � limitata ed esclusiva del settore merci, nel trasporto aereo invece i benefici della concorrenza tra vettori sono ridotti dalle rendite monopolistiche degli aeroporti. Il confronto con l’Europa, viceversa, � positivo per il mercato del lavoro e per le telecomunicazioni, dove la riduzione delle tariffe � anche il risultato della vigorosa concorrenza tra attori.

          Il credito e la distribuzione appaiono invece ancora lontani dagli standard europei di concorrenza, mentre ancora oggi nelle professioni l’Italia � penultima dopo la Grecia. Per quanto riguarda le infrastrutture, anche nei settori aperti alla iniziativa privata, come i terminali di rigassificazione del gas, l’aumento dell’offerta �trova ostacoli in incertezze nel processo autorizzativo di realizzazione di investimenti�.

            Mentre sulla formazione, �l’infrastruttura pi� difficile da misurare ma pi� critica per lo sviluppo delle imprese, il capitale umano�, l’Italia ha una offerta e una domanda limitata ed � ampiamente in deficit rispetto a tutti i Paesi Ocse.

            Il futuro dell’economia italiana richiede risposte urgenti – conclude Crapelli – ed � chiaro che la definizione delle soluzioni investe tutti i livelli del sistema Italia: governo, Camere, imprenditori, sindacati e� investitori istituzionali�. Il gioco per� vale senz’altro la candela: la spinta liberalizzatrice potrebbe infatti far lievitare la crescita del nostro prodotto interno lordo sino al 3,5 %