Senza spesa per un giorno

10/09/2003

mercoledì 10 settembre 2003
 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
IL CASO
Anche Cgil e Uil aderiscono alla protesta dei consumatori

Senza spesa per un giorno "Niente bar, cinema e telefono"
          STELLA BIANCHI

          ROMA – I consumatori si mobilitano contro i rincari generalizzati, quelli già attuati e quelli in agguato alla ripresa autunnale, e non solo loro. Allo sciopero della spesa indetto per il 16 settembre dall´Intesa, che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno infatti aderito anche la Cgil e la Uil, mentre la Cisl giudica comunque opportuna una iniziativa contro il caro-prezzi.
          In media 2800 euro in più a famiglia in meno di due anni: questa la stima dell´aggravio di costi che si è abbattuto sugli italiani dall´inizio del 2002. Con aumenti quindi che, secondo l´Intesa, sono ben superiori al 2,8% che l´Istat assegna in agosto all´inflazione su base annuale e viaggiano invece, dall´inizio dell´anno alla fine di luglio, sull´11,9% per i generi alimentari, il 10,9% per abbigliamento e calzature, il 9,9% per i servizi bancari, l´8,7% sulla scuola, il 7,9% per l´assicurazione auto. E ulteriori rincari nei prossimi mesi sembrano inevitabili.
          Per protestare contro una dinamica più che accelerata dei prezzi le associazioni dell´intesa invitano i consumatori a rinunciare per un giorno ai loro consumi abituali, limitandosi alle sole spese necessarie. Niente caffè o cappuccino al bar. Cena in casa e niente cinema o teatro. Rimandare ai giorni successivi acquisti di scarpe o capi di abbigliamento e visite dal parrucchiere. E ancora telefonare il meno possibile, senza rifugiarsi negli sms, e non fare operazioni bancarie, se non sono strettamente necessarie. Queste alcune delle indicazioni in quella che sembra una vera e propria guida allo sciopero della spesa, che è ormai arrivato alla sua terza edizione.
          All´astensione dai consumi hanno aderito la Cgil e la Uil. Da Corso d´Italia spiegano che l´aumento dell´inflazione e lo scarto che rimane con stipendi e salari che non crescono nella stessa misura penalizza lavoratori e pensionati, riduce il potere d´acquisto e in più crea un blocco nei consumi. Rincara la dose la Uil che punta il dito contro i commercianti: c´è un aumento ingiustificato dei prezzi, «una crescita anomala, non dovuta né a incrementi dei prezzi alla produzione né a fenomeni di inflazione importata.