Sentenza Cassazione Sezione Lavoro 9-10-2000, n. 13447

LA VIDEOTERMINALISTA CADUTA IN UFFICIO MENTRE TRASPORTAVA UN FALDONE HA DIRITTO AL TRATTAMENTO PREVISTO DALLA LEGGE PER GLI INFORTUNI SUL LAVORO
–L’assicurazione vale anche per gli spostamenti all’interno del luogo di lavoro (Cassazione Sezione Lavoro n. 13447 del 9 ottobre 2000, Pres. Ianniruberto, Rel. De Matteis).

M.A., dipendente dell’amministrazione provinciale di Torino con qualifica di impiegata e con mansioni di addetta ai videoterminali, mentre si recava dal proprio ufficio al reparto concessioni, portando con se un faldone, è scivolata ed è caduta in terra riportando la frattura dell’omero destro.
Ella ha chiesto all’INAIL il trattamento previsto dalla legge per l’infortunio sul lavoro. L’INAIL ha respinto la domanda, sostenendo che l’infortunio doveva essere attribuito al rischio generico connesso agli spostamenti spaziali di ogni individuo e non a un rischio lavorativo inerente al trasporto del faldone.
Nel giudizio che ne è seguito, il Pretore di Torino ha rigettato la domanda e la sua decisione è stata confermata, in grado di appello, dal Tribunale.
Il Tribunale ha rilevato che la lavoratrice non aveva dato la prova che l’evento dannoso fosse stato causato da un rischio caratteristico inerente al trasporto del faldone; peraltro ha riconosciuto che il trasporto del faldone ineriva alle mansioni della ricorrente quale videoterminalista.
La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 13447 del 9 ottobre 2000, Pres. Ianniruberto, Rel. De Matteis) ha accolto il ricorso della lavoratrice. Avendo il Tribunale affermato, con accertamento di fatto, che il trasporto del faldone ineriva alle mansioni della ricorrente quale videoterminalista, ne consegue – ha osservato la Corte – che anche l’attività motoria necessaria al trasporto inerisce alle mansioni della lavoratrice. La Corte ha anche ricordato la sua giurisprudenza secondo cui può costituire infortunio indennizzabile anche quello che si verifichi nel percorso tra l’abitazione e il luogo di lavoro. A questo orientamento – ha osservato la Cassazione – si è ispirato il legislatore, che, con l’art. 12 del D. Lgs. 23 febbraio 2000 n. 38, ha disposto che la copertura assicurativa dell’INAIL comprende gli infortuni occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.
Se dunque l’evento lesivo occorso durante il percorso a piedi casa-lavoro si deve ritenere avvenuto in occasione di lavoro, a causa del carattere prodromico del viaggio rispetto alla prestazione di lavoro e della sua finalità lavorativa, analoga valutazione – ha affermato la Corte – deve essere effettuata per l’evento lesivo di egual natura avvenuto nella locomozione interna nel luogo dell’attività lavorativa (specie se aggravata, come nel caso in esame, dal trasporto di materiali inerenti alla prestazione), in funzione strumentale alla prestazione, stante l’unitarietà della nozione di “occasione di lavoro”.
Pertanto la Corte ha cassato la decisione impugnata ed ha rinviato la causa alla Corte d’Appello di Torino, stabilendo per il giudice di rinvio il seguente principio di diritto: “Nella nozione di occasione di lavoro di cui all’art. 2 D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124 rientrano tutti i fatti, anche straordinari ed imprevedibili, inerenti all’ambiente, alle macchine o alle persone, sia dei colleghi, sia di terzi, ed anche dello stesso infortunato, attinenti alle condizioni oggettive e storiche della prestazione lavorativa presupposto dell’obbligo assicurativo, ivi compresi gli spostamenti spaziali del lavoratore assicurato, funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa, con l’unico limite, in questo ultimo caso, del rischio elettivo”.