Sentenza Cassazione 2-08-1999, n. 8358

Malattia – Determinazione del periodo di comporto – Determinazione – Criteri – Termine interno e termine esterno fissati a mesi – Calcolo – Clausole contrattuali facenti riferimento alla durata media del mese – Applicabilità – Riferimento al calendario comune – Obbligatorietà – Esclusione
Nel caso di assenza del lavoratore a seguito di ricaduta nella stessa o in diversa malattia (come nell’analogo caso di assenza dovuta ad una malattia unica) al fine di verificare se sia stato superato o meno il periodo di comporto contrattuale, la regola, costituente principio generale, ma non avente carattere inderogabile, per cui un termine fissato a mesi (tanto quello interno, corrispondente alla somma delle assenze, quanto quello esterno, costituito dall’arco di tempo entro il quale i singoli episodi morbosi devono rientrare senza pregiudizio per la conservazione del posto di lavoro) deve essere computato secondo il calendario comune ( art. 2963, comma primo, cod. civ. e art. 155, comma secondo, cod. proc. civ.) trova applicazione solo quando non sussistano clausole contrattuali di diverso contenuto che assumano una durata convenzionale fissa costituita da un predeterminato numero di giorni (nella specie, trenta), astrattamente basato sulla durata media del mese.
Cass. Sez. Lav., sent. n. 8358 del 02-08-1999