Sempre più stranieri nelle agenzie interinali

13/05/2004





 
   
12 Maggio 2004




 


              Sempre più stranieri nelle agenzie interinali.
              Con contratti corti

              Secondo i dati della Manpower, una delle più grosse agenzie di lavoro in affitto in Italia, nel 2003 sono stati 16.400 i cittadini stranieri che hanno lavorato attravreso i contratti dell’agenzia, il 13,3% del totale. Indicativi i dati sulla durata media dei contratti di lavoro che si possono trovare con un’agenzia interinale: per il 50% si tratta di contratti che vanno da uno a sei mesi, per il 42% si tratta di contratti da meno di un mese, e solo per il 7% da più di sei mesi. Recenti indagini, risalgono al 2002, hanno posto in rilievo l’aumento di lavoratori extracomunitari nel «mercato» delle agenzie interinali. Anche questo un segno di integrazione nella società italiana… Secondo l’Istat gli stranieri svolgono oltre il 20% delle missioni e rappresentano il 10% dei lavoratori coinvolti in complesso. Anche l’Ires registra un’alta presenza di lavoratori extracomunitari. Tra l’utenza delle agenzie di lavoro interinale vi è una elevata presenza di lavoratori extracomunitari, infatti, la maggior parte delle filiali (81,1%) si occupa anche di lavoratori extracomunitari, i quali costituiscono il 37,8% dell’offerta. Da segnalare che, rispetto ai lavoratori italiani, essi sono di gran lunga più adulti. Tra gli immigrati vi è infatti una buona presenza di lavoratori al di sopra dei 35 anni. Tra di essi inoltre la presenza femminile è ridotta al 10%. In regioni come l’Emilia Romagna, dove lo scorso anno è stato presentato uno studio sul lavoro interinale che si riferiva ai dati raccolti nel 2001, risulta che gli stranieri presenti nelle agenzie interinali rappresentano il 16% del totale – 5.873 persone, questo significa che in Emilia Romagna gli stranieri vengono avviati al lavoro attraverso le agenzie in percentuale doppia rispetto agli italiani. Altro dato interessante: sotto la categoria «nessun titolo di studio» finisce solo l’1,2% degli italiani e ben il 62% degli stranieri. Non si tratta di persone che non hanno mai messo piede a scuola, quanto piuttosto del problema dei titoli di studio conseguiti nei paesi di origine che poi non vengono riconosciuti in Italia.
              (CI. GU.)