Sempre più lavoratori extracomunitari decidono d’iscriversi al sindacato

10/01/2005

    domenica 9 gennaio 2005

    Sempre più lavoratori extracomunitari
    decidono d’iscriversi al sindacato

    Cresce la voglia dei lavoratori extracomunitari di iscriversi al sindacato, secondo le statistiche diffuse dalla CGIA di Mestre. E in particolare il fenomeno è molto accentuato nelle regioni del Mezzogiorno.
    In Puglia e in Sicilia il tasso di sindacalizzazione degli immigrati ha toccato, nel 2003, livelli record. Del 52,3% nella prima, del 48,9% nella seconda. Ma anche la Basilicata con il 47,3% e la Sardegna con il 41,8% registrano dati di tutto rispetto.


    Stiamo parlando della percentuale di immigrati, sul totale dei presenti con il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, iscritti al sindacato. Più in generale negli ultimi 3 anni le adesioni sono cresciute di oltre 101.000 unità, passando dalle oltre 221.600 tessere del 2000 alle 323.000 della fine del 2003. Nel Nord, invece, il tasso di sindacalizzazione rimane ancora relativamente basso. Ad esclusione della Liguria (pari al 30,1%), in Veneto è del 21,2%, in Piemonte del 18,3% e in Lombardia del 16,5%. Come mai questa frattura tra Nord e Sud del Paese ? "La presenza di vere e proprie forme di sfruttamento e di caporalato diffuse maggiormente nel Mezzogiorno in settori come l’agricoltura e le costruzioni, attività ormai eseguite solo da lavoratori extracomunitari – afferma il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – probabilmente ha indotto molte comunità di lavoratori di questi comparti ad iscriversi al sindacato al fine di tutelare al meglio i propri diritti ".


    Ritornando ai numeri si nota come la distribuzione in termini assoluti delle “tessere” premi quelle regioni dove è maggiore la presenza in termini assoluti dei lavoratori stranieri. Infatti, a fine 2003 la Lombardia ne registrava 57.480, l’Emilia Romagna 52.390 e il Veneto, che si piazzava al terzo posto, ne contava 30.523.