Sempre più cara la spesa degli italiani

08/07/2004



giovedì 8 Luglio 2004

Sempre più cara la spesa degli italiani
Tariffe, banche e Rc auto: per ogni famiglia un costo di 3140 euro all’anno

Luigina Venturelli

MILANO Una brutta sorpresa attende i consumatori a fine anno: un aggravio di altri 169 euro al già pesante fardello delle tariffe che ogni famiglia italiana si sobbarca.
La stima risulta dalle previsioni effettuate da Adusbef e Federconsumatori sui rincari che entro il 2004 si abbatteranno su luce, gas, acqua, rifiuti, rc-auto e spese bancarie. Che si tratti di settori a scarso indice di concorrenza o di mercati sensibili alle fluttuazioni dei prezzi petroliferi, per gli utenti il risultato non cambia: gli aumenti faranno salire la spesa media per famiglia dagli attuali 2.971 euro ai futuri 3.140 euro all’anno.


«La situazione rischia di farsi drammatica – commenta Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – in un Paese dove le tariffe sono del 30% superiori a quelle delle altre nazioni europee, soprattutto in una fase di generale impoverimento come questa, in cui la gente non arriva alla fine del mese e la sindrome della quarta settimana sta diventando una costante anche per i ceti medi».


La prima voce in capitolo è quella dell’elettricità, che a giugno ha visto salire i prezzi delle bollette del 2%, nonostante una famiglia italiana spenda già mediamente 360 euro all’anno, vale a dire 90-100 euro in più di chi vive in Francia, Spagna o nel Regno Unito. Poco importa anche l’avvertimento lanciato dall’Authority per l’energia nella sua relazione annuale al Parlamento, che lamentava la scarsa liberalizzazione del mercato in questione: i consumatori pagheranno oltre 7 euro in più. Coinvolto dai rimproveri dell’Autorità per i costi eccessivi anche il gas, che alle famiglie costa annualmente 890 euro. «Per il momento il settore è fermo – spiega Trefiletti – ma con il continuo aumento del prezzo del greggio è difficile non pensare ad una impennata a breve termine. Volendo essere ottimistici, si può pensare ad un incremento del 2,5%, vale a dire 25 euro in più».


Per questo Adusbef e Federconsumatori chiedono una riduzione delle tariffe di almeno il 10%, che consenta alle famiglie un risparmio di 120 euro l’anno: 40 per l’elettricità e 80 per il gas. «Se vuole essere credibile – affermano – l’Autorità ha il dovere di intervenire tagliando le unghie alla rendita elettrica e al monopolio del gas e di annullare la precedente delibera di rincari attuando una prima sforbiciata sulle bollette elettriche e del gas. Se vuole essere seria, ha l’obbligo di abbattere le tariffe in un quinquennio avvicinandole alla media europea».


Di credibilità e serietà dell’esecutivo, invece, non se ne parla nemmeno: «Come può averne un governo che con una mano chiede all’Autorità di ridurre le bollette, mentre con l’altra incassa i pingui dividendi Eni ed Enel?».


Le richieste di Adusbef e Federconsumatori, però, non si fermano qua. Anche nel settore dell’rc-auto esistono i presupposti per un taglio del 15-20%: «Gli importanti dividendi distribuiti agli azionisti, l’equilibrio fra entrate ed uscite a favore delle imprese di assicurazione e la grande diminuzione dell’incidentalità – spiegano le associazioni aderenti all’Intesa dei consumatori – consentirebbero un risparmio di 100 euro per famiglia».
Invece l’anno in corso vedrà probabilmente due aumenti: 40 euro dagli incrementi del 4-5% che negli ultimi anni hanno sempre caratterizzato le polizze per automobilisti e 38 euro per il giro di vite fiscale che Palazzo Chigi ha annunciato alle assicurazioni. «Difficilmente – prevede Trefiletti – le imprese rinunceranno a scaricarne le conseguenze sui clienti».


All’appello mancano poi l’acqua e i rifiuti, per ognuno dei quali si spendono in media 200 euro annui e che subiranno rincari rispettivi del 4-5% e del 7-8%. Sul portafoglio di ogni famiglia peseranno per 10 euro e 14 euro aggiuntivi. Chiude la somma l’aggravio delle spese che gli istituti di credito imporranno ai titolari di conto corrente per le operazioni bancarie: più 7% e sono altri 35 euro.