Selfin verso l’amministrazione straordinaria

13/07/2005
    martedì 12 luglio 2005

    LA FILCAMS-CGIL PREPARA UN INCONTRO A ROMA CON IL MINISTERO

    Selfin verso l’amministrazione straordinaria

      FRANCESCA ATTANASIO

        Caso Selfin, domani sarà presentata la domanda per l’amministrazione straordinaria. Ad annunciarlo è la Filcams-Cgil che promette un estate rovente. La società informatica venduta a gennaio dal gruppo Ibm alla Metfin di Enrico Morini rischia il fallimento con la conseguente perdita di 330 posti di lavoro.

        Il sindacato lamenta la cattiva gestione del nuovo Gruppo ma soprattutto «una falsa vendita» che non ha portato ai risultati sperati. La situazione – sostengono i sindacalisti – è molto difficile: dal 27 aprile i dipendenti non percepiscono alcuna retribuzione, la Selfin non è gestita da nessuno e si iniziano a perdere i primi clienti. A giugno la nomina dello studio di commercialisti di Renato Nigro per escludere Morini dalla parte decisionale. Domani Nigro consegnerà al tribunale di Santa Maria Capua Vetere la domanda di amministrazione straordinaria, l’avvio della procedura prevista dalla cosiddetta legge Prodi bis. La procedura prevede la ristrutturazione economica e finanziaria dell’impresa insolvente in due anni e la cessione dei complessi aziendali della Selfin in attesa di un nuovo acquirente.

        La Filcams-Cgil sospetta la mancanza delle condizioni economiche e finanziarie per far accettare la domanda di amministrazione straordinaria. In tal caso i sindacalisti chiedono con insistenza il riassorbimento nel gruppo Ibm o la costituzione di una nuova società formata dal gruppo Ibm e da Sviluppo Italia, l’Agenzia per lo sviluppo delle imprese. Nel caso invece, di accettazione della domanda dell’amministrazione straordinaria il sindacato teme che i tempi lunghi del tribunale casertano porteranno ad una decisione solo dopo l’estate.

        «Per una risposta non possiamo attendere settembre. Il tribunale – spiega Lory Carlini segretario nazionale della Filcams-Cgil – deve intervenire per la fine di luglio altrimenti i lavoratori della Selfin rischiano il fallimento». Il sindacato chiede con urgenza un intervento economico e organizzativo del gruppo Ibm, il «vero responsabile» del traghettamento della Selfin. Il gruppo al momento della vendita aveva assicurato alla Selfin un fatturato di 22 milioni da suddividersi in tre anni. Per il sindacato non sono stati rispettati i patti e in più sospetta un dirottamento dei fondi su altri investimenti da parte della Metfin. Intanto la Filcams Cgil si mobilita per un incontro che si terrà venerdì a Roma con il ministero delle Attività produttive per decidere la strategia da intraprendere.