Selfin, sciopero della fame collettivo

21/07/2005
    mercoledì 20 luglio 2005

    STAMATTINA LA DECISIONE DEI LAVORATORI DEL GRUPPO

    Selfin, sciopero della fame collettivo

      Uno sciopero della fame di massa o una occupazione permanente della sede. A deciderlo saranno questa mattina i lavoratori della Selfin per rispondere alla difficile situazione in cui grava l’azienda informatica venduta a gennaio dal gruppo Ibm a Enrico Morini. I sindacati della Filcams – Cgil lamentano ormai una condizione gravosa. Ieri il gruppo Ibm – dichiarano – non si è presentato al tavolo indetto dal ministero delle Attività produttive con i sindacati. Non solo. I rappresentanti della Filcams – Cgil accusano anche ritardi nei tempi.

      L’udienza per iniziare la procedura di amministrazione controllata, la cosiddetta Prodi bis, – spiegano – è stata fissata dal tribunale di Capua Vetere per il 16 settembre prossimo. Una data che i sindacati ritengono troppo lontana soprattutto perché parte dei trecentocinquanta lavoratori non viene pagata da aprile scorso. In più c’è da aggiungere – continuano i sindacati – la mancata proposta di pagamento degli stipendi da parte del ministero delle Attività produttive che ritiene Morini l’unico in grado di pagare.

      Il sindacato chiede con un urgenza provvedimenti certi che rimettano in campo l’azienda informatica. Credono che ci siano ancora azioni da poter attuare per scongiurare il fallimento dell’azienda e recuperare il lavoro di trecentocinquanta dipendenti. Ipotizzano ad esempio un riassorbimento nel gruppo Ibm o ancora la costituzione di una nuova società formata dal gruppo Ibm e da Sviluppo Italia, l’Agenzia per lo sviluppo delle imprese.

    fr. at.