Selfin, la protesta continua

22/07/2005
    giovedì 21 luglio 2005

    FABBRICA OCCUPATA E SCIOPERO DELLA FAME

    Selfin, la protesta continua

      Francesca Attanasio

      Da ieri notte i 350 lavoratori della Selfin dormono nella sede casertana dell’azienda. I dipendenti della società informatica venduta a gennaio dal gruppo Ibm alla società Metfin di Enrico Morini scelgono di manifestare con forme di lotta estrema. Pernottano. E non solo. Ieri hanno iniziato anche lo sciopero della fame. Il sindacato della Filcams – Cgil annuncia di non fermarsi. Il 27 luglio è prevista una manifestazione nazionale a San Colombario in Lambro, luogo di residenza di Morini. Per lo stesso giorno la prefettura di Caserta ha convocato il gruppo Ibm, la Selfin, i sindacati e la Metfin per discutere della questione. Intanto i rappresentanti sindacali vedono con favore l’interessamento del ministero delle Attività Produttive. «Il ministero – dichiarano – sta tentando di anticipare i tempi di inizio dell’amministrazione straordinaria fissati per il 16 settembre».

      Un data che i sindacati ritengono lontana rispetto alla gravità della situazione. Per la complessità della vicenda infatti, la Filcams-Cgil sostiene che saranno nominati tre commissari straordinari. Contemporaneamente continuano i contatti tra Regione Campania e Ibm. Per l’assessore regionale al Lavoro, Andrea Cozzolino ognuno deve fare la propria parte. «Prima di tutto il governo, che un anno fa aveva garantito sulla vendita e sul piano industriale da parte di IBM. Una scelta sulla quale nutrivamo molte preoccupazioni che trovano oggi drammatiche conferme. Ibm non può ora sottrarsi dal trovare una soluzione ed è giusto che torni al tavolo di trattativa». Ai dipendenti della Selfin è espressa solidarietà dal segretario regionale della Cgil Campania, Michele Gravano che denuncia l’atteggiamento del gruppo Ibm che non si è presentato nei giorni scorsi all’incontro con il ministero delle Attività produttive. «L’assenza dell’Ibm – commenta – è un elemento di drammatizzazione e determina un quadro fosco per il futuro occupazionale di oltre 350 lavoratori».