Securpol Group, esito incontro 22/07/2016

Roma, 25 luglio 2016

TESTO UNITARIO

il 22 luglio, si è svolto in il previsto incontro presso il Ministero del Lavoro per concludere il negoziato relativo alla procedura di licenziamento collettivo avvita da Securpol Group, sulla base del mandato conferito a seguito del referendum tenutosi nelle scorse settimane tra tutti i lavoratori.

Il confronto ha consentito di realizzare un’intesa che conclude positivamente la vertenza, apportando anche alcuni chiarimenti e miglioramenti rispetto all’ipotesi formulata in precedenza. Essa si compone di quattro documenti: a) il contratto di solidarietà, b) l’accordo per l’incentivazione all’esodo di coloro che volontariamente accederanno alla messa in mobilità, c) l’accordo per l’assunzione in deroga di personale part time con contratto a tempo determinato, d) l’accordo sulla gestione degli esuberi con un nuovo modello organizzativo, e) l’accordo per il pagamento delle ore accantonate in banca ore.

In sintesi, essi prevedono:

1) il contratto di solidarietà ha una durata di 12 mesi (dal 1.10.2016 al 30.09.2017), eventualmente rinnovabile qualora sussistano a quella data le condizioni di legge. La riduzione dell’orario di lavoro è pari al 25% (10 ore settimanali) e si realizza attraverso una media tra un minimo di 28 ore ed un massimo di 32 ore settimanali secondo specifici turni a rotazione a cadenza quadrimestrale. L’integrazione Inps è anticipata dall’azienda ogni mese. Durante il contratto di solidarietà, tutti gli istituti contrattuali sono riproporzionati all’orario ridotto: dati i diversi schemi di lavoro giornaliero, le ferie ed i permessi retribuiti sono valorizzati in modo omogeneo a 5 ore giornaliere; quanto alle ferie ed ai permessi retribuiti maturati e non goduti prima dell’avvio del contratto di solidarietà, saranno retribuiti all’importo originario a prescindere dal momento di effettivo utilizzo.

2) la messa in mobilità potrà avvenire entro il 30.12.2016 (dal 1.01.2017 l’indennità di mobilità è abolita) per coloro che volontariamente sceglieranno questa soluzione ed il relativo incentivo (€ 6.000 netti).

3) l’azienda potrà assumere, durante il contratto di solidarietà, personale con contratto a termine ed a tempo parziale 25 ore settimanali, con pacchetto di ore in flessibilità pari a 5 ore settimanali e relative maggiorazioni.

4) il nuovo modello organizzativo è fondato su una modifica temporanea dell’orario contrattuale individuale, che sarà composto di una parte fissa e di una parte flessibile. L’adesione è esclusivamente volontaria e ha una durata massima di tre anni; può essere esercitata dal lavoratore in qualunque momento entro il 30.09.2019, ma non è revocabile o sospendibile; al termine, l’orario contrattuale individuale ritorna automaticamente alla quantità originaria (40 ore settimanali).

L’orario di lavoro è pari a 30 ore settimanali nel primo anno, 32 nel secondo e 34 nel terzo; la parte di orario flessibile aggiuntiva è pari a 7 ore settimanali nel primo anno, 5 nel secondo e 3 nel terzo. La retribuzione mensile è pari alla somma delle ore della parte fissa e della parte flessibile; se la parte flessibile non viene effettuata nel mese per responsabilità aziendale, la retribuzione non subisce decurtazione (30 ore + 7 ore settimanali) e la parte flessibile sarà richiesta nei due mesi successivi, a fronte di una maggiorazione economica.

Sul piano contributivo, per questi lavoratori e nel caso che la retribuzione mensile risulti inferiore ai minimi tabellari del CCNL per i lavoratori a tempo pieno, l’azienda effettuerà comunque il versamento dell’importo intero.

Inoltre, sarà riconosciuto un importo mensile a sostegno del reddito perso per la riduzione di orario pari a 90€ netti.

5) A decorrere dal 1.10.2016 il valore del ticket è uniformato a 7 ore giornalieri per tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

6) l’azienda provvederà ad erogare rate relative alla BTA/Banca ore in anticipo rispetto alle scadenze originarie.

Osservazioni

L’accordo, pur paragonabile ad analoghe soluzioni concordate per fronteggiare situazioni di esubero, rappresenta sicuramente una novità nel settore e risente molto per le caratteristiche di questa azienda e del contesto in cui versa.

Il ricorso ad una forma di lavoro ad orario settimanale ridotto e flessibile (sia esso frutto del contratto di solidarietà o dell’adesione individuale al modello organizzativo) rappresenterà un esperimento sicuramente meritevole di verifica: la capacità organizzativa e gestionale nella programmazione dei servizi, il rispetto degli schemi di orario e la media stabilita, lo svolgimento della flessibilità, in rapporto ai carichi di lavoro ed alla loro ripartizione e la conseguente riduzione del lavoro straordinario, costituiranno elementi decisivi sui quali l’accordo prevede confronti a livello territoriale con le RSA e le Organizzazioni Sindacali.

La riduzione individuale dell’orario di lavoro fondata sul principio assoluto della volontarietà del lavoratore e sulla garanzia del ripristino automatico dell’orario pieno costituiscono un’opportunità che ciascun lavoratore dovrà valutare in relazione ai riflessi economici ed al tempo lavorabile: da un lato un contratto di solidarietà con 30 ore settimanali ed integrazione Inps; dall’altro, una prestazione a 37 ore (di cui 7/5/3 flessibili) con retribuzione corrispondente.

L’accordo prevede un ritorno generale di tutti i lavoratori alla situazione originaria: le scadenze del contratto di solidarietà e del modello organizzativo sono parificate al 30 settembre 2019. Non vi è, quindi, alcuna diversa conseguenza tra coloro che saranno inseriti nel contratto di solidarietà e altri che aderissero alla variazione contrattuale temporanea.

Peraltro, è chiaro che solo l’impegno serio e concreto della proprietà nel risanamento dell’azienda può consentire una prospettiva di tenuta occupazionale; l’esito della sperimentazione del modello organizzativo, a sua volta, potrà indicare l’efficacia della scelta oggi intrapresa.

Riteniamo, in conclusione, che l’accordo risponda all’esigenza di salvaguardare l’occupazione e di contenere quanto più possibile il sacrificio economico dei lavoratori coinvolti, anche con maggiore equità (estensione ed uniformità ticket). Occorrerà vigilare sull’applicazione e monitorare costantemente l’andamento aziendale e la sua evoluzione.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Sabina Bigazzi

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