Securpol – Esito incontro 04/01/2013

Il giorno 4 gennaio si è tenuto il programmato incontro con Securpol. L’azienda, come da noi richiesto, ci aveva inviato documentazione dettagliata relativa a:
bilancio aziendale, piano di ristrutturazione, numero dipendenti per filiale, lavoro straordinario.

Nella prima parte dell’incontro abbiamo chiesto informazioni e chiarimenti più dettagliati in particolare sul bilancio e sul lavoro straordinario. In particolare per quanto riguarda lo straordinario, i dati che ci sono stati forniti, evidenziano un utilizzo sproporzionato ed incomprensibile in filiali particolarmente piccole. Inoltre, ammonta a quasi 350.000 ore complessive. Questo, come abbiamo evidenziato, al netto dello straordinario fisiologico, lascerebbe lo spazio di ottimizzare l’organizzazione del lavoro, producendo un notevole risparmio. L’azienda, non sembra essere interessata a questo percorso ed incalzata dalle nostre richieste, ha finalmente esplicitato il piano di "risparmio" che intenderebbe condividere con noi:

- congelamento di un importo pari a due scatti di anzianità per 36 mesi;
- detrazione di un importo pari alla retribuzione di 20 ore di straordinario per 36 mesi, su tutti i lavoratori, anche se non lo svolgono.

L’importo complessivo è pari a 120 euro al mese sul netto. Inoltre Securpol, successivamente ai 36 mesi, richiede un periodo di vacatio di ulteriori 12 mesi. Solo dopo 4 anni, procederebbe alle restituzione delle somme trattenute.
La richiesta che ci era stata fatta in occasione del primo incontro, si aggirava intorno ai 3,5 mln di euro, che sarebbero dovuti servire a colmare il negativo di bilancio. Il piano aziendale produrrebbe, invece un recupero di oltre 9 mln, che dovrebbero servire a saldare il debito con l’agenzia delle entrate relativo a tasse ed IVA non versate.

È più che evidente che la richiesta e’ inaccettabile per più motivi:

- l’apertura alle deroghe al CCNL, a cui non siamo evidentemente disponibili, in un settore in crisi così profonda sia economica che strutturale, non potrebbe che vedere numerose richieste simili, costituendo così un pericolosissimo precedente;
- dalle informazioni ricevute, per altro apparentemente molto dettagliate ma tuttavia non trasparenti, si suppone che non sarebbero risolutive in una azienda che sembra essere sull’orlo del fallimento. I lavoratori rischierebbero così di perdere definitivamente quanto gli fosse stato trattenuto;
- le trattenute operate sugli scatti di anzianità e sulle ore lavorate impattano su diritti individuali non disponibili per un accordo sindacale.

La discussione unitaria fatta con la nostra delegazione successivamente all’incontro ha evidenziato delle differenze fra la nostra posizione e quella, in particolare della Uiltucs, che ha esplicitamente parlato delle necessità di contribuire a salvare l’azienda.

Ci siamo aggiornati al prossimo 19 gennaio, alle ore 10.30 in Roma. Non è stato possibile individuare altre date condivise, perciò, pur essendo sabato, vi chiediamo di garantire la partecipazione.Non ci è stato ancora comunicato il luogo dell’incontro, di cui vi daremo successiva tempestiva informazione.

In allegato vi inviamo la documentazione fornita dall’azienda.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi