Securpol Group, esito incontro 04/03/2013

Roma, 5 Marzo 2013

Oggetto: Securpol – esito incontro del 4 Marzo

si è tenuto ieri il programmato incontro con Securpol, nell’ambito della complessa trattativa, avviata a dicembre, per il denunciato stato di crisi aziendale. L’azienda aveva richiesto di “recuperare” 120 euro mensili sul netto a lavoratore per 36 mesi, per procedere, dopo altri 12 mesi, alla restituzione rateizzata in ulteriori 36 mesi. Tale prelievo doveva avvenire, secondo Securpol, tramite il congelamento di due scatti di anzianità e la trattenuta di 20 ore di straordinario/mese. Inoltre, per coloro che non avessero svolto lavoro straordinario, si sarebbe dovuti intervenire su altri istituti contrattuali e quindi direttamente sulla retribuzione.

In quella fase la Uiltucs si era subito dichiarata disponibile all’accordo, come enunciato dall’azienda, ai fini di tutelare l’occupazione. Da parte nostra avevamo subito richiesto il dettaglio del lavoro straordinario dell’ultimo periodo, da cui si era evidenziato un uso dello strumento superiore alle 300.000 ore negli ultimi 10 mesi. Perciò abbiamo dato la nostra disponibilità ad intervenire sul lavoro straordinario. Per altro, dal coordinamento era emerso, che a livello di filiale, sprechi ed abusi dispendiosi sono all’ordine del giorno, operati, soprattutto, dai responsabili. Dalla nostra posizione si è costruita, quindi, una proposta alternativa, che si limita ad intervenire sul lavoro straordinario, attraverso lo strumento della banca delle ore.

Si è giunti, quindi, alle proposte finali che vi abbiamo inviato alcuni giorni fa, con cui l’azienda accoglieva buona parte delle nostre richieste. Sulla base di sollecitazioni diverse, vi erano due proposte alternative, una delle quali, come da noi richiesto, prevede il “deposito” in banca ore di un numero di ore calcolato in percentuale in base al lavoro straordinario svolto. Inoltre, l’azienda ha chiesto la nostra disponibilità ad una mobilità esclusivamente volontaria, dato che sembra vi siano lavoratori interessati perché prossimi alla pensione, ed al ricorso ai Cds. A fronte dell’ennesimo rilancio da parte della Uiltucs, che chiedeva un ulteriore confronto a livello di filiale, e la conseguente nostra richiesta di un ulteriore aggiornamento, l’azienda ha ribadito quanto già dichiarato in occasione del primo incontro:
il percorso sindacale proposto e fin qui seguito, rappresenta l’alternativa ad un piano di ristrutturazione che prevede la dismissione delle commesse e dei clienti morosi o non redditizi, con i problemi di carattere occupazionale che ne conseguono.

La Uiltucs ha chiesto, a questo punto, di aprire prima di tutto una procedura di mobilità, ed in quel contesto, eventualmente, inserire anche l’accordo sulla banca ore. Pur avendo la necessità di un quadro complessivo, data anche la giusta e motivata sfiducia da parte dei lavoratori nei confronti dell’azienda, non potevamo condividere quella impostazione. Era, inoltre, evidente che l’azienda, in mancanza di un accordo sindacale, avrebbe proceduto in altra direzione unilateralmente. Dopo una breve sospensiva l’azienda ha ribadito la propria posizione. Da parte nostra, in accordo con la delegazione presente, abbiamo dato la disponibilità alla firma, stante il fatto che l’accordo proposto aveva accolto le nostre richieste.

La Uiltucs ha invece abbandonato il tavolo.

Abbiamo, quindi, sottoscritto, come Filcams e Fisascat, l’accordo che trovate in allegato. Si tratta di un protocollo che prevede:
La conclusione dell’accordo sulla “banca del tempo aziendale” come da bozza allegata;
L’apertura di una procedura di mobilità finalizzata esclusivamente alla possibilità dell’uscita dall’azienda di quei lavoratori che manifestassero la volontà di non opporsi al licenziamento ed alla richiesta dei Cds.

La posizione della Uiltucs è apparsa nuovamente strumentale e sembra dipendere soprattutto dal fatto che alcune sue RSA sona anche responsabili aziendali. L’accordo che dovremo sottoscrivere prevede una equa distribuzione del lavoro straordinario, ed un costante monitoraggio sia a livello di filiale che a livello nazionale. Questo elemento importante dell’accordo potrà essere strumento per intervenire su quelle dinamiche distorte esistenti nelle singole filiali, più volte denunciate dalle nostre RSA.

Ci siamo, infine aggiornati al 9 marzo alle ore 10.00, presso l’Hotel Massimo D’Azeglio, a Roma per concludere l’accordo sul lavoro straordinario.

Si raccomanda presenza e puntualità.

A latere dell’accordo abbiamo anche sottoscritto un verbale con cui Securpol, associata ad Anivip (Federsicurezza) si impegna ad applicare il CCNL da noi sottoscritto il 22 gennaio scorso.


p. la Filcams Cgil Nazionale
Sabina Bigazzi

All. Verbali di accordo