Seconda conferenza congiunta europea

Bruxelles: la seconda conferenza congiunta europea. Resistere alla dittatura finanziaria – Rivendicare la democrazia e i diritti sociali!

03/04/2012

Oltre 150 rappresentanti di sindacati e movimenti si sono riuniti a Bruxelles alla Ces: si è tenuta infatti a fine marzo (giovedì 29 e venerdì 30) la “Conferenza sociale unitaria”.
Un appuntamento per creare un terreno comune e costruire una sede di dialogo e di attività tra i sindacati ed i movimenti sociali. Un lavoro fatto in questi mesi congiuntamente da una serie di organizzazioni sindacali, associazioni, reti e movimenti (
dalla Ces alla CGT, dalla CGIL a CSC e FGTB belgi, al Ver.di tedesco, Il CNDR e Cartel Alfa rumeni, Mszosz ungherese, al Romanian Social Forum, a Labor & Globalisation, ad Attak di Francia, Germania, Belgio ed Austria, a Campaign for welfare state della Norvegia, dei Paesi Bassi e della Spagna, agli Amis de la Terre Europe, alla FSU francese, a Seattle to Brusseles, a Solisar platform, a Solidaires e Reseau Ipam/Aitec francese, a Eapn e Eadh europee).

Dopo il Forum sociale europeo di Malmö (nel 2008) circa 30 tra sindacati e movimenti sociali europei hanno deciso, di concerto con la Confederazione Europea dei Sindacati, di avviare un processo comune di discussione e di confronto. L’obiettivo è quello di raccogliere ogni anno (poco prima del rituale vertice di primavera in cui i vari leader dell’Unione annunciano le loro priorità sociali ed economiche), un ampia piattaforma dei sindacati europei e nazionali e dei movimenti anti-globalizzazione. Un percorso che, sulla base di un approfondito lavoro comune, mette a fuoco le priorità politiche e le prospettive di mobilitazione.

La conferenza ha avuto come tema “la crisi e la democrazia in Europa”, proprio partendo, come dice Felipe Van Keirsblick, Segretario generale del sindacato belga CSC e animatore dell’iniziativa: “dai grandi cambiamenti intervenuti in Europa:
• in economia: la maggior parte dei paesi europei stanno vivendo la recessione;
• nella società: vengono attuati piani di austerità senza precedenti, che generano un’ampia mobilitazione sociale dei movimenti sociali e dei sindacati (indignados, dimostrazioni, scioperi generali …);
• nella politica: Il neoliberismo non è mai stato così evidente e i principi della democrazia vanno difesi e rafforzati in tutta l’ Unione Europea.
Tutto questo accade in un contesto di gravi squilibri ecologici che gli orientamenti attuali aggravano. Di fronte alla indifferenza dei governanti verso le proposte della mobilitazione sociale, è urgente intensificare la lotta e in particolare occorre sviluppare un’azione coordinata a livello europeo”.

Fitto il calendario dei lavori, in parte in assemblea plenaria, in parte nei lavori di 5 gruppi che hanno affrontato temi specifici. Con un documento conclusivo che riassume proposte e obiettivi.

Intervenendo alla Conferenza, la Segretaria generale della CES Bernadette Segol ha ricordato che per la CES l’integrazione europea è stata una soluzione e non un problema; contro la posizione dei movimenti di destra e che i Paesi in via di sviluppo vogliono il commercio, ma anche diritti sociali, giustizia, lavoro dignitoso: “Chiediamo quindi alla UE di avere una politica di giustizia sociale e commercio equo”.

Bernadette Segol ha ricordato come “la crisi globale, il debito, la speculazione finanziaria hanno creato un mondo irreale, una bolla finanziaria, un’economia fine a se stessa. Il caso della Grecia è emblematico e la responsabilità del sistema Goldman-Sacsh, con la contabilità creativa, è sotto gli occhi di tutti”.

Quindi ha ribadito come l’austerità sia un modello di cura sbagliato:
“Il problema è che non abbiamo, in Europa, delle politiche di crescita in grado di essere tali, di affrontare e risolvere i nostri problemi in modo strutturale e sostenibile; non ci sono misure fondamentali che permettono la ripresa economica. Per noi la ricetta è solidarietà economica, sostegno dei paesi più forti ai paesi più deboli, (ad esempio l’emissione di Eurobond, obbligazioni per finanziare progetti pubblici di protezione ambientale, la tassa sulle transazioni finanziarie). Per questa vanno ribadite le nostre richieste: aumento dei salari minimi, tassa sulle transazioni finanziarie, conferma del modello sociale europeo".

Alla conferenza è intervenuto anche Lucas Hobermeir, economista austriaco, che ha analizzato i temi dell’ accordo fiscale (fiscal pact) e la modifica del Trattato di Lisbona ed ha affrontato la questione del ruolo della Banca Centrale Europea.
Duro il giudizio sulla modifica al Trattato, definita
“anticostituzionale, irrispettosa delle norme in materia di accordi internazionali e che non passa per l’approvazione dei parlemaneti degli Stati membri. Per giunta irreversibile non avevdo clausole di monitoraggio e di risoluzione".
Per giungere alla necessità di riflettere sulla necessità di un nuovo stato sociale in Europa e quella di trovare un percorso di mobilitazione comune tra nuovi e vecchi movimenti in Europa.

Corposo il dibattito, con molti contributi di varie organizzazioni, terminato con l’approvazione del documento finale.

A cura di Antonio Morandi e Sergio Bassoli